Rai Movie chiude: il canale del cinema fa spazio a Rai 6

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Dal web divampano le prime proteste e l'Usigrai non resta a guardare e si appella all'amministratore delegato Fabrizio Salini. La motivazione, a detta del quotidiano, sarebbe legata alla necessità di fare spazio a due canali verticali, dedicati alle donne e agli uomini: "A parte la terminologia paleolitica "al maschile" e "al femminile" (capiremmo una RaiAction e una RaiEmotion...), la decisione sembra inspiegabile". Si tratta di risultati lontani dall'audience tipica dei canali generalisti, tuttavia del tutto in linea con le performance degli altri tematici del digitale terrestre. A che scopo cancellare canali che 24 ore su 24 trasmettono nuove uscite, ma anche grandi classici e programmi di approfondimento?

Senza contare poi che la sparizione di Rai Movie pone un ultimo grosso problema di natura giuridica: il decreto Franceschini impone alla Rai di sostenere il cinema italiano attraverso la presenza di una quota di opere nazionali. "Per far migrare tutti verso Netflix?".

Whatsapp down, anche Facebook e Instagram non fuzionano
Come sempre in questi casi, non ci resta che attendere e sperare che la situazione possa risolversi in breve tempo . Problemi segnalati anche con il Facebook Messenger , che non consente di contattare gli amici.

Contemplabile l'ipotesi che la Rai abbia fatto le valutazioni del caso e, in un clima di totale rebranding, abbia preferito azzerare Rai Movie per ripartire da zero con un progetto nuovo di zecca, nonostante i numeri di share e ascolti non le abbiano dato mai granché torto in quanto a selezione dell'offerta: i migliori titoli del cinema anni '50/70 nei nomi di Totò, Gassmann, Tognazzi e Mastroianni, passando per le commedie di Dino Risi e De Sica fino ai western di Sergio Leone. Come riporta Il Giornale, Rai Movie e Rai Premium costavano circa un milione di euro all'anno, molto meno di una singola puntata di San Remo per capirci, ma riuscivano ad avere introiti trenta volte superiori. Anzi, sembra che i due canali fatturassero circa 30 milioni di euro. Ed è proprio questo punto sotto l'analisi e la protesta di Usigrai.

Ancora non è chiaro ma, in seguito alla cancellazione delle due emittenti, dovrebbe essere inaugurato un nuovo canale, tale Rai 6, interamente dedicato al pubblico femminile - una sorta di corrispettivo di La5 di Mediaset.

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