Il ministro Tria: "Nessuna manovra bis. La patrimoniale? Sarebbe distruttiva"

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"Il rallentamento è in atto in tutta Europa - ha continuato - le previsioni del Fondo Monetario, praticamente, coincidono con le nostre".

Un fatto ancora più grave se si tiene in considerazione che "il ministero dell'Economia è oggi azionista di assoluta maggioranza a Rocca Salimbeni" e soprattutto che il vicepremier Luigi Di Maio recentemente "aveva detto pubblicamente di essere favorevole a un giudizio sul comportamento degli amministratori". Queste previsioni indicano un restringimento del gap di crescita tra l'Italia e l'Eurozona, un gap di crescita che andava corretto, che è stato sempre l'uno per cento per dieci anni. "Non c'è bisogno di alcuna rassicurazione: l'Italia non è un rischio globale", dice secco il ministro. "In questa fase di rallentamento dell'economia, la cooperazione con la Cina può aiutare a sostenere la crescita dell'Italia", ha dichiarato il ministro delle Finanze cinese. Forse avremo un risultato leggermente migliore per il rapporto deficit/Pil. "È chiaro - ha ribadito - che noi vogliamo andare avanti con la riforma fiscale ma nel rispetto degli obiettivi, quelli indicati nel Def". Quindi ha aggiunto: "Il deficit rimane quello che avevamo stabilito".

"E' ovvio, anche per l'Ue, che durante un forte rallentamento non si adottano misure restrittive per l'economia, anche se non abbiamo spazio per fare politiche espansive forti". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Lucia Annunziata su Raitre.

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La dettagliata crono-biografia che riorganizza le conoscenze letterarie e documentarie del periodo sarà affidata invece a un 'diario'.

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"Non è detto, bisogna vedere quali provvedimenti prenderemo dal lato delle uscite e delle entrate". Secondo il ministro, "non sono i fondamenti dell'economia italiana che sono in crisi, ma c'è un rallentamento che colpisce di più i paesi manifatturieri e più aperti alle esportazioni, quali la Germania e l'Italia".

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