Dopo il "golpe" si dimette anche il capo dei servizi segreti

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Il generale Awad Ibn Auf, a capo del consiglio militare che nei giorni scorsi ha preso il potere della nazione al posto di Omar al Bashir, ha annunciato le sue dimissioni.

Un altro degli interrogativi che questo colpo di Stato porta con sé è la sorte del presidente al Bashir, già colpito con il suo entourage da diversi mandati di cattura internazionali per crimini contro l'umanità. In gravissima crisi economica, l'ormai ex presidente non ha mai nascosto la sua vicinanza al terrorismo islamico targato Al Qaeda e ha ospitato anche Osama Bin Laden durante la sua fuga.

Washington ha imposto sanzioni a Ibn Auf e ad altri nel 2007 "per il loro ruolo nel fomentare violenze e violazioni dei diritti umani nel Darfur", congelando i suoi beni negli Stati Uniti e vietando agli americani di fare affari con lui. Lo stesso consiglio - come riporta l'agenzia ufficiale SUNA citata da Al Jazeera - ha chiesto a tutte le "forze politiche" del paese di nominare due rappresentanti per un dialogo sulla transizione del paese. E che quello di giovedì non sia stato un golpe.

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Due partite queste che restano ancora tutte da giocare e che, al momento, sono solo un'ombra di incertezza sull'economia globale. Non solo per l'Italia, ma a livello mondiale le previsioni del Pil sono a ribasso .

Il capo dei servizi segreti sudanesi, Salah Gosh, si è dimesso. L'imam che guidava la preghiera era avvolto in una bandiera del Sudan.

Ora si aspetta di capire quale sarà l'atteggiamento dei nuovi leader, mentre la protesta sta continuando sfidando il coprifuoco indetto dalla giunta miitare e che va dalle 10 di sera alle 4 del mattino.

Intanto è stato comunicato che nei tentativi di sgombero prima del golpe sarebbero comunque morte 27 persone, un quarto di tutte le vittime della repressione avvenuta da dicembre. Venendo incontro a una richiesta dei manifestanti, il generale ha annunciato che il potere verrà conferito a un "governo civile" e sono circolate indiscrezioni su un imminente incontro dei militari con i partiti di opposizione. L'Associazione dei professionisti sudanesi (Spa), uno dei principali organizzatori delle proteste in corso da quattro mesi in Sudan, definendole "deludenti e farsesche" ha respinto le dichiarazioni del generale: "i capi del golpe", ha sostenuto l'associazione, "non possono portare il cambiamento". Le famiglie povere sono state colpite duramente e questo ha spinto le donne che ogni giorno mettono il cibo in tavola, a organizzarsi tramite WhatsApp e Facebook e radunare le persone per sfidare il regime autoritario.

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