Facebook, altro disastro sulla privacy: milioni di dati esposti

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Amazon, da parte sua, ha detto che "i clienti di AWS possiedono e controllano completamente i propri dati". Solamente dopo la segnalazione di UpGuard i server sono stati messi offline e protetti da password.

Ancora grane per Facebook, questa volta la casa di Zuckerberg è accusata di aver compromesso i dati di 450 milioni di utenti. Una volta avvisati del problema, abbiamo collaborato con Amazon per rimuovere i database. Ci impegniamo a lavorare con gli sviluppatori sulla nostra piattaforma per proteggere i dati degli utenti. "Combina la moltitudine dei dati personali con tecnologie di archiviazione spesso mal configurate per l'accesso pubblico, e il risultato è una lunga sequenza di dati di utenti di Facebook che continuano a emergere online" spiegano da UpGuard Cyber Risk. UpGuard ha anche cercato la collaborazione di Amazon, ma anche in questo caso l'esito è stato negativo. Mentre il secondo database appartiene all'app At the Pool con nominativi, password, indirizzi mail per altre 22 mila persone.

La sicurezza di Facebook mostra una nuova falla. Secondo quanto riportato da diverse testate il form dovrebbe attivarsi in circostanze specifiche, ovvero nel momento in cui Facebook riconosce alcuni specifici indizi sospetti riguardo l'identità dell'utente (stessa email per più account, connessioni tramite VPN ecc).

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Dall'operazione, "il governo italiano otterrebbe, infatti, un notevole potere di ricatto" nei confronti della Germania. Il gruppo tedesco ha una capitalizzazione di borsa, oggi, di circa 9 miliardi di euro.

Gli incidenti di perdita di informazioni infatti sono ripetuti, quelli noti, se sommiamo tutto quello che probabilmente non è mai stato rivelato ci troviamo di fronte a una situazione di privacy zero. Le informazioni finite online includevano commenti, mi piace, reazioni, nomi di account e molto altro, il tutto memorizzato su un database pubblico.

Ad un anno da Cambridge Analytica, una simile catastrofe mostra come, soprattutto il mondo dei social network sia lontano dall'essere sicuro, mettendo in pericolo i dati di privati ma anche quelli delle aziende, direttamente o indirettamente.

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