Nexi, presentata domanda Ipo a Borsa Italiana, avvio offerta atteso in aprile

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L'IPO di Nexi, la più importante dell'anno, è in dirittura d'arrivo.

Nexi ha avviato l'iter d'ingresso in Borsa presentando la domnada di ammissione sul mercato telematico.

Il flottante, ricorda una nota, deriverà da azioni di nuova emissione per un controvalore complessivo atteso tra 600 e 700 milioni e da azioni esistenti e sarà venduto attraverso un collocamento privato.

Nexi si prepara a sbarcare in Borsa in quella che si preannuncia come la più grande Ipo del 2019 in Italia. Inoltre, nella struttura finale dell'offerta potrebbe rientrare anche un'opzione greenshoe alle banche del consorzio.

Il flottante si aggirerà intorno al 40%, mentre l'offerta sarà dedicata solo agli investitori istituzionali, sia italiani che esteri.

Olanda, sparatoria a Utrecht: "Diversi feriti"
Il premier olandese , Mark Rutte, ha convocato d'urgenza una riunione del governo in seguito agli spari a Utrecht . Un testimone citato dall'emittente Rtc Utrecht ha detto di aver visto una donna a terra.

Bank of America, Banca Imi, Credit Suisse, Goldman Sachs e Mediobanca agiranno come joint global coordinator e joint bookrunner. Banca Imi (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Banca Akros agiscono inoltre in qualità di sponsor ai fini della Quotazione.

Nexi ha precisato che i proventi derivanti dall'aumento di capitale saranno utilizzati dalla società principalmente per ridurre l'indebitamento finanziario, con l'obiettivo di raggiungere alla fine del 2019 un rapporto tra indebitamento finanziario netto e EBITDA Normalizzato (inclusivo del beneficio sull'EBITDA derivante dalle Iniziative) compreso tra 3 e 3,5 volte.

I prossimi passi prevedono l'attesa del via libera al debutto in Borsa da parte della Consob, a cui spetta il compito di controllare il prospetto depositato e le condizioni di mercato.

Successivamente alla quotazione, la società prevede di realizzare progressivamente nel medio-lungo periodo una misurata politica dei dividendi con un dividend pay-out ratio target compreso tra il 20% e il 30% degli utili distribuibili e in ogni caso nel rispetto, tra l'altro, delle limitazioni previste, tempo per tempo, dalla documentazione contrattuale regolante l'indebitamento finanziario del Gruppo, delle esigenze finanziarie e di investimento della Società e di eventuali limitazioni previsti dalla normativa applicabile.

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