Il film da vedere nel weekend Momenti di trascurabile felicità

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E' una Palermo inconsueta, senza mafia e senza i soliti stereotipi, quella raccontata nel film "Momenti di trascurabile felicità", nelle sale da ieri, 14 marzo.

Ecco che qui Francesco Piccolo e Daniele Lucchetti, qui anche nelle vesti di sceneggiatore oltre che regista, riescono a rendere gradevole la trasposizione dei due romanzi del primo in un unica opera, con "Momenti di trascurabile felicità" che riesce a divertire facendo anche riflettere. Il film, prodotto da IBC movie con Rai Cinema, è distribuito da 01 Distibution. Un uomo muore all'inizio del film, per una cretineria, e si trova in paradiso, un gigantesco ufficio con lungaggini e tempi da burocrazia italiana, lì cerca come tutti di affermare che c'è stato un errore e devono rimandarlo indietro.

Si apre ora la seconda parte del trailer in cui vediamo il protagonista tornare a casa per poco più di novanta minuti per chiudere le cose lasciate in sospeso e comprendere il vero significato della vita. C'è però un colpo di scena: grazie a tutte le centrifughe che ha bevuto, Paolo ha diritto ad un bonus di un'ora e trentadue di vita. Il film inizia da qui! Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?

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Loro sono noi - ha osservato - le persone che hanno compiuto questo atto di violenza non lo sono. La premier neozelandese Jacinda Ardern ha confermato che sono morte 40 persone.

Lo yoga e l'Autan sono in contraddizione? Una fiaba stravagante e romantica in cui il protagonista avrà l'occasione di trovare le risposte a questioni fondamentali come: perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro?

"Ho sempre molto amato i due libri di Francesco Piccolo da cui è stato tratto il film". Il confronto da questo punto di vista è impietoso per il film di Luchetti, che svende tutto il meglio di quel che ha da offrire (la suggestione, la capacità di far sì che il pubblico proietti se stesso nella strana avventura del protagonista) per un'insistita tenerezza, per un po' di ruffianeria d'accatto e per un ritratto assolutorio del peggior uomo medio, là dove poteva essere il racconto più onesto di quel che siamo e della grande umanità che permea gli eventi meno importanti delle vite di ognuno.

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