Antibiotico-resistenza. All'Italia il primato europeo dei decessi

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Con oltre 10mila decessi all'anno l'Italia detiene il poco invidiabile primato delle morti da resistenza agli antibiotici. Questo quanto è emerso da una indagine presentata a Milano nel VII Congresso Internazionale AMIT. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati.

"Qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi - spiega il professore Marco Tinelli, presidente del Congresso Internazionale AMIT - può essere causato da batteri antibiotico-resistenti". I numeri sono sconvolgenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non ha mai preso antibiotici corre il rischio di avere un'infezione da batteri resistenti, soprattutto se si trova in ospedale o nelle altre strutture di assistenza sanitaria.

Ma a causa della capacità naturale di modificare il proprio corredo genetico i microbi sono in grado di sviluppare dei forti meccanismi di difesa nei confronti proprio degli antibiotici; questo determina purtroppo che un antibiotico che utilizzato in precedenza e si era mostrato efficace nei confronti di un particolare batterio, perde la capacità di combattere e uccidere questo microrganismo; questo limita in maniera esponenziale e problematica le opzioni di cura e la qualità della vita delle persone che si ammalano e che non riescono a curarsi in modo adeguato e guarire. Inoltre, l'antibiotico-resistenza - sempre secondo gli organizzatori del convegno - è dovuta al trasferimento genico delle resistenze da un battere all'altro e dall'esagerato turn-over dei pazienti nelle strutture sanitarie (ospedali, RSA) dovuto ad una cronica mancanza di posti letto. Di queste infezioni il 63% risultano correlate all'assistenza sanitaria e sociosanitaria. "Le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa e in America Latina". Il programma prevede anche un intervento del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, che relazionerà sulle risposte che l'industria internazionale e italiana sta mettendo a punto per rispondere alle varie emergenze delle infezioni e sui nuovi farmaci che presto saranno immessi nel mercato italiano.

Prof. Marco Tinelli
Prof. Marco Tinelli

Tra le cause principali dell'antibioticoresistenza indicate da un'indagine che sarà diffusa al Congresso Anmit, anticipa una nota, "vi è sicuramente la scarsa tendenza a lavarsi frequentemente le mani".

In Italia, l'uso delle soluzioni alcoliche come detergenti risulta essere, secondo un report dell'Ecdc, tra i più bassi nell'Unione europea.

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L'ammissione è avvenuta a seguito del collocamento di 4.052.000 azioni proprie, pari al 16,2% del capitale sociale, per un controvalore di oltre €2,9 milioni.

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