Via della Seta, Manconi: serve cautela

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Preciso che non sono mai stato favorevole alle nuove grandi opere, lo sono invece alla ristrutturazione di quanto già esiste e al realizzo di minori opere vitali e necessarie per il nostro Paese. Anche il precedente governo aveva manifestato interesse e aperture nei confronti della Bri. In sintesi, la Cina è politicamente un avversario politico potente e aggressivo.

Io sono a favore della Cina, sono d'accordo che l'Italia deve vendere merci alla Cina, sono d'accordo ad attirare investimenti cinesi in Italia, ma non c'è nessun motivo per firmare questo accordo. Divide et impera. Negli ultimi dieci anni, nessun Paese Ue ha ricevuto più soldi cinesi dell'Italia, inclusi quelli per il 5G della famigerata Huawei: gli Usa temono che il colosso delle telecomunicazioni possa sfruttare la nuova tecnologia per violare la sicurezza nazionale.

Anche in Europa l'atteggiamento nei confronti della Cina ha nel frattempo subito una evoluzione. Il nodo complesso è dato dal fatto che la Cina ha una politica estera aggressiva, da grande potenza, che si è sviluppata costruendo egemonia politica veicolata appunto da apparentemente banali accordi commerciali, alla ricerca palese di un allargamento della propria egemonia geopolitica in Asia, in Africa. La Cina potrebbe ora accelerare gli investimenti a sud dell'Ue - nei Paesi più colpiti dalla crisi e dalla successiva austerity - per indebolire il fronte di chi, come Francia e Germania, vorrebbe ora più protezione comunitaria dei settori strategici (donde le nuove linee guida Ue sull'investimento estero).

Brexit: cosa può succedere adesso dopo la bocciatura del No Deal?
Se no, s'aprirà l'incognita dello scenario della richiesta d'un rinvio lungo evocato dalla stessa premier. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha invocato da parte sua il passaggio del "controllo al Parlamento".

In questo problematico contesto internazionale la preparazione della visita di Xi Jinping in Italia si è sviluppata all'insegna di una certa approssimazione e di qualche confusione.

"Noi aderiamo a questo progetto infrastrutturale che è chiamato, con omaggio alla tradizione italiana, Via della seta con tutte le cautele necessarie".

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sotto intervista presso il quotidiano il Corriere della Sera, ha parlato dell'accordo di Pechino come una trattativa del tutto vantaggiosa senza alcun rischio di colonizzazione. Contro cui è intervenuto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Forza Italia). Altro che riflettere, ancora: si traduca riflettere con voglia di lottizzare, che comunque è destinata a infrangersi. Con Pechino dobbiamo riequilibrare la bilancia commerciale, attraverso un maggior accesso al mercato cinese per i nostri beni, dall'agroalimentare al lusso, e per i nostri servizi, e qui mi riferisco all'eliminazione delle barriere al mercato degli appalti in Cina. Ci sarà da fare delle accurate valutazioni ed essere molto cauti.

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