Ecofin, aggiunti 10 Paesi alla Lista Nera dei paradisi fiscali

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Lo precisa in una nota il ministero dell'Economia e delle finanza in merito alle "inesattezze" riportate circa il ruolo giocato dall'Italia nella decisione unanime, presa dall'Ecofin martedì a Bruxelles, di includere gli Emirati Arabi nella nuova lista nera Ue dei paradisi fiscali.

Oltre alla lista nera, altri 34 stati e territori sono in una cosiddetta lista grigia. "I lavori per una tassazione delle imprese digitali proseguiranno quindi a livello Ocse". Queste ora prevedono che, una volta ratificata la modifica della rispettiva normativa, qualunque paese debba essere tempestivamente rivalutato e uscire dalla lista nera.

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"Oggi abbiamo completato la nostra prima revisione completa dell'elenco Ue delle giurisdizioni non cooperative". Si aggiungono ai soli cinque Paesi - Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini Usa, Samoa Usa e Guam - già presenti nella lista dei centri offshore considerati non collaborativi con le autorità nazionali a caccia di evasori delle tasse.

I dubbi e le polemiche, che hanno accompagnato questa iniziativa dell'Ue senza sanzioni e orientata a fare solo pressione politica sui paradisi fiscali messi nel mirino da Bruxelles, non si sono però ridotti. La presenza alla presidenza della Commissione europea del lussemburghese Jean-Claude Juncker, che da premier e ministro delle Finanze fu gran promotore del paradiso fiscale nel suo Granducato, ha provocato ulteriori perplessità sulla effettiva volontà dei governi Ue di combattere l'evasione delle tasse su base transnazionale. Pare ancora incerta, invece, la sorte degli Emirati arabi uniti: Italia ed Estonia, infatti, sarebbero contrarie al loro inserimento e, stando ai rumors, avrebbero proposto di aspettare ancora qualche mese, così che la federazione di emirati abbia il tempo di approvare regole fiscali conformi agli standard europei. La nostra opinione rimane, ma ovviamente terremo conto anche dell'opinione degli altri in cerca di una soluzione positiva.

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