L’accordo su Brexit è stato bocciato: e ora?

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Le intese allegate all'accordo sulla Brexit raggiunte ieri da Theresa May sono "legalmente vincolanti" e "riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente" nel meccanismo del backstop.

May ha riunito i deputati del gruppo del Partito Conservatore a Westminster per un ultimo, accorato appello. Che la situazione virasse verso uno scenario negativo era apparso chiaro anche dalle parole del vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen: "Dopo l'accordo di ieri sera tra Juncker e May tutto dipende ora dal voto alla Camera dei Comuni - aveva detto - ma in caso di esito negativo una hard Brexit sarà più probabile che mai".

Se invece l'opzione 'no deal' verrà respinta nel voto di domani, giovedì i Comuni saranno chiamati a decidere se chiedere all'Unione europea una proroga dell'Articolo 50, rinviando così la Brexit. Lo ha dichiarato un portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, commentando la sonora sconfitta della premier britannica.

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Pertanto, giudica inammissibile - riporta l'Agi - che proprio lui, in prima fila per la pace, venga trattato come un terrorista. Il duo composto da Al Bano e Romina Power era molto popolare in Europa e in Unione Sovietica negli anni '80 e '90.

Westminster ha bocciato per l'ennesima volta la proposta sulla Brexit presentata di nuovo dalla premier Theresa May, dopo la cocente sconfitta dello scorso 15 gennaio. Per permettere ai deputati di fare una scelta oculata, il governo pubblicherà informazioni sul modo in cui intende procedere sulla questione delle tariffe e su quella dell'Irlanda del Nord, che in questo caso, ironia della sorte, si troverebbe ad avere quel confine fisico con la repubblica irlandese che da anni (quasi) tutti cercano di evitare. Di nuovo, in caso di voto favorevole all'accordo, si procederebbe ad una Brexit 'ordinata', il 29 marzo. L'Unione Europea, ha aggiunto, "si aspetta una giustificazione credibile per una possibile estensione" della permanenza del Regno Unito e "della sua durata". "Se c'è una soluzione all'attuale impasse, può essere trovata solo a Londra". Il governo "ha fallito" nel portare a casa "gli obiettivi" che esso stesso si era dati sul backstop irlandese, ha detto il leader Jeremy Corbin. Il nuovo regime non si applicherà ai paesi con i quali il Regno Unito ha accordi di libero mercato e a circa 70 paesi in via di sviluppo che hanno accessi preferenziali al mercato britannico.

Il no di Dup e di una parte dei Tory - La leader della destra unionista nordirlandese, Arlene Foster, aveva formalizzato già nel pomeriggio la decisione del suo partito - vitale alleato dei Conservatori al Parlamento britannico - di "non sostenere" l'accordo e aveva riconosciuto "alcuni limitati progressi" fatti negli ultimi colloqui con l'Ue, ma giudicandoli "insufficienti" a tutelare l'Irlanda del Nord dall'eventuale "impatto" del backstop "sull'integrità economica e costituzionale" del Regno Unito.

La sterlina inglese ha reagito alla bocciatura della Brexit con un lieve ribasso che tuttavia ha permesso di tirare un sospiro di sollievo a quanti avevano previsto un tonfo più accentuato. A meno che May non getti la spugna e convochi lei stessa le elezioni anticipate.

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