L'Iran celebra i 40 anni della rivoluzione

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Decine di migliaia di iraniani sono scesi lunedì nelle strade di Teheran e delle principali città iraniane per commemorare il 40esimo anniversario della rivoluzione islamica. Il programma si svolge secondo un cerimoniale ben definito: lancio di palloncini da parte dei manifestanti, mazzi di fiori che piovono dagli elicotteri, cori, atterraggi di paracadutisti, preghiere, discorsi ufficiali e slogan di rito, in particolare "Morte all'America".

Le dichiarazioni del presidente hanno senza dubbio riacceso i riflettori sul Medio Oriente dando nuova energia ai timori di una nuova corsa agli armamenti che potrebbe destabilizzare la zona e creare una nuova frattura tra Russia e Stati Uniti.

"Non chiediamo e non chiederemo a nessuno il permesso per produrre alcun tipo di missile" con "scopi difensivi", ha aggiunto il presidente iraniano, ribadendo però la volontà del suo governo di "proseguire l'impegno costruttivo" con la comunità internazionale sull'intesa nucleare del 2015.

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Nel film " io sono Mia " ispirato alla vita di Mia Martini la cantante ha una storia d'amore con Andrea , un fotografo. Il nome di Mia Martini è accompagnato da una forza musicale impressionante, parallela a una vita privata complessa.

"Siamo qui per mostrare al nemico che siamo sempre risoluti nel sostenere la nostra rivoluzione - dice questa donna, residente a Teheran - e stiamo ancora sostenendo i nostri leader nel tempo, continueremo sulla strada dell'Islam". "L'Iran supererà i problemi", dice Rohani, riferendosi alle difficoltà economiche dovute alle sanzioni americane.

Tanti gli striscioni ed i ritratti inneggianti a Khomeini, che dichiarò l'Iran una Repubblica islamica, e al suo successore, l'ayatollah Khamenei. "Oggi - ha spiegato Rohani - l'85% del nostro equipaggiamento militare, necessario per la difesa del Paese, è di produzione interna".

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