Tav, Toninelli: "Analisi costi-benefici in mano a Salvini e Di Maio"

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E' negativo, come in effetti ci si aspettava, il verdetto dell'analisi costi-benefici sulla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Così Corrado Alberto, presidente dell'Associazione piccole imprese di Torino e provincia, tra gli animatori del sistema delle imprese e del lavoro del Piemonte rappresentato da 33 sigle associative, commenta l'analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione da parte del Mit. E anche il capogruppo Dem in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca ha sottolineato che "come emerge dell'audizione della Corte dei conti europea alla Camera, se l'Italia bloccasse il progetto Tav Torino-Lione, sarebbe forte il rischio che l'Unione europea possa chiedere al nostro Paese la restituzione dei 700 milioni di euro già spesi e svincolare gli ulteriori 2,7 miliardi di euro stanziati per l'opera".

L'analisi di Ponti e colleghi tiene conto dei benefici ambientali (sicurezza, rumore, inquinamento, effetto serra, decongestione stradale etc.) usando gli standard Ue: ogni tonnellata in meno di Co2 immessa nell'atmosfera, per dire, genera un effetto positivo (90 euro) di minori danni ambientali ma al contempo comporta una riduzione delle entrate fiscali di circa 400 euro che hanno un impatto pesante sui conti dello Stato (meno incassi, minori esercizi statali oppure incremento di altre forme di prelievo).

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Quanto ai costi legati a una eventuale rinuncia all'opera, nell'analisi tecnico - giuridica redatta dalla Commissione (qui) si legge: "I molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento: su tale calcolo insiste principalmente la variabile costituita dall'esistenza di più soggetti sovrani che dovrebbero inevitabilmente considerare in sede negoziale le rispettive posizioni". Se servono i soldi per ripristinare lo stato precedente all'apertura dei cantieri si scende a 5,7 miliardi. E' il risultato calcolato dall'analisi costi- benefici sulla Tav. Presenti il vicepremier Matteo Salvini, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Assente invece il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Secondo l'analisi pubblicata non è quantificabile il costo dello stop ai lavori che, a seconda degli scenari varia da 1,3 a 4,2 miliardi. Perdita di 7-8 miliardi. La lungimiranza della politica e delle Istituzioni deve andare ben oltre un documento scritto assumendo costi di investimento gonfiati, volumi di traffico dimezzati, benefici ambientali minimi. Dopo il forfait di ieri notte, il premier Giuseppe Conte ha convocato un vertice lampo a Palazzo Chigi con al centro il dossier sul Tav e il caso Venezuela.

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