Sampdoria, Ferrero chiede scusa a Genova: "Una città magica"

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Genova è una città magica e forte che non si arrende mai.

Lo sfogo del presidente blucerchiato al termine della partita di Coppa Italia persa contro il Milan non è infatti andato giù ai sostenitori del Doria, che contestano da tempo l'operato dell'imprenditore romano, al timone del club dall'estate 2014.

Immediata la reazione dei tifosi della sua squadra. Il calcio è bugiardo ma sono molto soddisfatto per la gara che ha fatto la Sampdoria. E sui social si sono moltiplicati anche gli insulti di matrice rossoblù.

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Su Sarri: "Gli faccio gli auguri per il compleanno, ma non l'ho sentito". "No, ma sa che gli voglio bene e gli auguro il meglio". Sull'amore per i napoletani: " Quando sono a casa ed esco e trovo il caffè, il pesce, le verdure, tutti mi aiutano".

Massimo Ferrero è intervenuto a Primocanale per chiarire le frasi di ieri: "Era un intercalare, una sorta di licenza poetica".

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ha parlato a RMC Sport. "Se ne vada! Torni a Testaccio". Mi dispiace molto, non era nelle mie intenzioni definire Genova dando alla frase un senso dispregiativo. "Semplicemente la delusione era tanta perché il mio sogno era quello di riportare Genova e la Sampdoria ad una finale di coppa Italia, l'ho detto perché sono umano ed ero arrabbiato sul momento". Sono stato frainteso, chiedo scusa alla città e ai genovesi che ammiro. "Detto questo chiedo comunque scusa perché mi rendo conto che la frase, per tutto ciò che sta vivendo la città e se decontestualizzata, è stata fuori luogo e vorrei davvero non averla pronunciata".

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