Cesare Battisti tornerà subito in Italia

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"L'aereo con Cesare Battisti e' decollato in direzione Italia; sono orgoglioso e commosso".

Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia.

"La svolta - riferiscono fonti del Viminale - é arrivata una settimana fa, quando Cesare Battisti e' stato individuato con certezza in Bolivia".

Lo ha confermato l'ambasciatore italiano in Brasile Antonio Bernardini. "È finita la lunghissima fuga di Cesare Battisti - scrive su Facebook il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede -. Battisti in Italia dovrà scontare la sua pena: chi sbaglia deve pagare e anche Battisti pagherà". "Speriamo che sia la volta buona che sconti la sua pena, solo questo - dice all'Adnkronos -". Grazie di cuore al presidente e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l'Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle Autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici. Gli fa eco Maurizio Campagna, fratello di Andrea, agente della Digos ucciso dai Pac a Milano nel 1979.

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Diverso ruolo ha l'asse, dove E sta per estero, che dipende dal ministero della Difesa mentre - ed è quello che conta di più - i servizi segreti dipendono nella loro interezza dalla presidenza del Consiglio, ossia dall'attuale premier Giuseppe Conte, che si è pure tenuto le deleghe senza nominare un sottosegretario ad hoc. L'unica cosa è che tra l'arresto e l'estradizione ce ne vuole. Con lui si schierano nomi della 'gauche' come la scrittrice Fred Vargas e il filosofo Bernard-Henri Levy e anche in Italia scatta un appello a sostegno dell'ex Pac di scrittori e registi, tra cui Tiziano Scarpa, Christian Raimo, Daniel Pennac, Vauro e Davide Ferrario.

Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, ex membro dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi risalenti agli 'anni di piombo'. Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore.

Arrestato nel paese sudamericano nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011.

Il cambio di programma è legato al decreto, già firmato dal presidente brasiliano uscente Michel Temer dopo la seconda richiesta di estradizione dell'Italia (la prima era stata negata nel 2010 dall'allora presidente Lula da Silva) che impegnava il governo italiano a mutare l'ergastolo (incostituzionale in Brasile) in una detenzione di 30 anni.

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