Ticinonline - Ribaltone Ferrari: silurato Arrivabene

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La Scuderia alla vigilia del nuovo campionato ha deciso di ritessere la propria tela organizzativa: con un ribaltone.

Di seguito il comunicato della Ferrari: "Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia".

LEGGI F1, rivoluzione Ferrari? A discapito degli uomini arrivati in Ferrari da altre esperienze industriali, non direttamente legate alla gestione tecnica di una scuderia. Ma l'addio del 61enne potrebbe non essere legato soltanto gli insuccessi: secondo;diverse indiscrezioni, il rapporto tra Arrivabene e Binotto si sarebbe incrinato nel corso della passata stagione, e la partenza del bresciano potrebbe essere l'epilogo dei forti dissidi interni che hanno caratterizzato il 2018. Adesso serviva però un cambio di rotta in vista di una nuova stagione in cui la Ferrari è chiamata a rifarsi dopo l'ennesimo trionfo della Mercedes e di Lewis Hamilton.

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Di questi, sedici giocano in Premier League, cinque nella Liga, tre in Serie A, due nella Ligue 1 e uno in Bundesliga. Occorrerebbero ben 218,5 milioni di euro oggi per acquistare il campione del mondo francese Kylian Mbappé dal PSG .

Nuovo team principal, nuovo pilota.

Perché, al di là delle specifiche conoscenze tecniche dell'ingegnere meccanico, la natura dell'uomo piaceva molto all'emigrato Sergio Marchionne: nato il 3 novembre 1969, col Cavallino nel sangue, per via di nonno Gianfranco e di papà Luigi (tassista emigrato a Losanna con mamma Maria) entrambe tifosissimi delle Rosse, laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Losanna nel 1994, dopo il Master a Modena in ingegneria dell'automobile, ha acquisito ed affinato grandi capacità tecniche e gestionali, arricchendole con la lunga militanza a Maranello e la conoscenza di tutte le situazioni e le persone. "A lui vanno migliori auguri per il suo futuro e le prossime sfide professionali", prosegue la nota di Maranello. Essendo uomo della Ferrari, di certo nella prima parte del mondiale 2019 darà stesse possibilità a Vettel e a Leclerc tenendo presente, sì, degli interessi della Scuderia ma senza porre loro condizioni, come dev'essere fatto per non creare dannose rivalità. Ora sarà al comando.

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