Papa: "Meglio vivere da atei che da cristiani che odiano"

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Queste le altisonanti parole di Papa Francesco, che nella sua prima udienza generale prende di mira - frontalmente e senza mezzi termini come è nel suo stile - tutti i credenti dalla "doppia morale". "Gesù - ha detto il Pontefice - incorona di felicità una serie di categorie di persone che nel suo tempo - ma anche nel nostro! - non erano molto considerate". Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio.

E quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno tutta la giornata lì o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Meglio che non vadano in chiesa.

"Meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani - ha detto il Papa - Il cristiano non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti".

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"La credibilità della Chiesa si è vista fortemente messa in discussione e debilitata da questi peccati e crimini, ma specialmente dalla volontà di volerli dissimulare e nascondere, il che ha generato una maggiore sensazione di insicurezza, di sfiducia e di mancanza di protezione nei fedeli". Il Papa parla delle persone che sono capaci "di tessere preghiere atee, senza Dio: lo fanno per essere ammirati dagli uomini". Potrebbe essere anche una preghiera silenziosa, il 'Padre nostro': basta in fondo mettersi sotto lo sguardo di Dio, ricordarsi del suo amore di Padre, e questo è sufficiente per essere esauditi" ha aggiunto Francesco, concludendo: "È bello pensare che il nostro Dio non ha bisogno di sacrifici per conquistare il suo favore! Distanza anche dai pagani che credono di essere ascoltati da Dio "a forza di parole" e lodi. "Dove c'è Vangelo c'è rivoluzione. No, pregare si fa dal cuore, da dentro".

Città del Vaticano, 2 gen. (askanews) - "Dove c'è il Vangelo c'è rivoluzione", il Vangelo "non ci lascia quieti, ci spinge alla rivoluzione, è rivoluzionario". I pagani pensano che parlando parlando parlando si prega. "La Legge non deve essere abolita ma ha bisogno di una nuova interpretazione, che la riconduca al suo senso originario - prosegue -". Non ha bisogno di niente, il nostro Dio: nella preghiera chiede solo che noi teniamo aperto un canale di comunicazione con Lui per scoprirci sempre suoi figli amatissimi. "Col loro spettacolo, portano bellezza - li saluta poi il Pontefice -: una bellezza che ci vuole tanto sforzo per farla, abbiamo visto, tanto allenamento, tanto andare avanti".

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