Istat: "Inflazione all'1,1% a dicembre"

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Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona cala da +0,9% di novembre a +0,8% a dicembre.

Una sostanziosa parte del rallentamento dell'inflazione è dovuta principalmente alla flessione dei beni energetici non regolamentati (i cui prezzi decelerano da +7,8% di novembre a +2,6%) mentre per una minore parte dai beni alimentari lavorati e dai servizi di trasporto.

Su base annua, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo ha segnato un +1,6%, contro il +1,9% di novembre e il +2,2% di ottobre. L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rallentano entrambe, portandosi a +0,6%, da +0,7% del mese di novembre.

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L'opera trafugata finì in Germania , ma se ne persero successivamente le tracce. Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca .

Di conseguenza, con i redditi delle famiglie al palo, l'inflazione all'1,2% pesa in quanto, sempre in base alle rilevazioni dell'Associazione dei Consumatori, comporta in media aggravi annui pari a 325 euro circa.

Stando invece alle stime Eurostat, l'inflazione su base annuale nell'Eurozona è calata dall' 1,9% di novembre all'1,6% di dicembre.

L'elemento di maggiore criticità, come abbiamo già sottolineato in diverse occasioni, è rappresentato dal persistente divario tra l'impennata dei prezzi e la insufficiente crescita dei redditi medi: nel quinquennio 2013-2018 questi ultimi hanno subìto un incremento del +4,4% ma parallelamente la spesa è aumentata del +6,4%. Inoltre, secondo Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori, 'la Manovra di bilancio non offre risposte concrete in questa direzione, non disponendo alcun provvedimento efficace in grado di dare un nuovo impulso alla nostra economia'.

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