Richiesta alla Germania. Direttore Uffizi: "Restituiteci il quadro trafugato da nazisti"

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"Le opere devono stare dove si trovavano originariamente e un cittadino tedesco che abbia il senso della storia non può consentire che resti in Germania una cosa sottratta agli Uffizi". Si tratta del quadro il "Vaso di fiori" di Jan van Huysum, sottratto a Palazzo Pitti da soldati della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale.

Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt (tedesco), ha pubblicato un appello chiedendo che la Germania restituisca al museo il Vaso di Fiori, un quadro del pittore olandese Jan van Huysum che fu rubato dai nazisti nel 1943 e sparì. Il direttore degli Uffizi sottolinea poi che "per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest'opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d'arte depredata dall'esercito nazista". L'opera, una natura morta olio su tela, ha fatto parte delle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata.

All'inizio della Seconda Guerra mondiale la reggia fu evacuata e il quadro in questione venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando soldati dell'esercito tedesco lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. L'opera trafugata finì in Germania, ma se ne persero successivamente le tracce. Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca. Negli anni 2000. In questi anni più volte emissari della famiglia tedesca che possiede il dipinto - forse gli eredi del soldato che lo rubò e se lo portò a casa - hanno tentato di proporre alle autorità italiane una restituzione in cambio di soldi.

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Il dipinto che ha in mano il direttore nel video è una riproduzione in bianco e nero del "Vaso di Fiori" di van Huysum ed è corredato da una scritta "rubato" in tre lingue, per ricordare il torto subito. "A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi - spiega ancora Schmidt -, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate". Una richiesta di tale assurdità che recentemente, dopo l'ultima oltraggiosa offerta, la procura di Firenze ha aperto un'indagine: il quadro è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile.

Schmidt chiede quindi che la Germania cancelli la prescrizione per le opere rubate durante la guerra e faccia in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari.

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