Crollo del mercato dell’auto in Italia nel 2018

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Chiudendo il 2018 a 2.235.204 immatricolazioni, con un rialzo del 9% a fronte delle 2.059.376 unità immatricolate nell'anno precedente. Il risultato è che 7 mesi su 12 hanno chiuso con il segno meno.

Soltanto a dicembre - evidenziano i dati del Mit - sono state immatricolate 124.078 autovetture (+1,96% rispetto a dicembre 2017), nello stesso mese, inoltre, sono stati registrati 337.269 trasferimenti di proprietà di auto usate (-5,23% rispetto a dicembre 2017). Positivo anche il 2018 di Giulia che con una quota nell'anno del 13,9 per cento è la seconda auto più venduta del suo segmento.

A sentire De Stefani Cosentino, anche il 2019 non si preannuncia come un anno proficuo per il mercato dell'automobile. L'anno è stato influenzato da un secondo semestre particolarmente altalenante: l'anticipo degli acquisti su agosto, in vista dell'entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP) e i riflessi sulle vendite di settembre (-25,2%), ottobre (-7,2%), e novembre (-6,3%) che hanno registrato risultati peggiori delle attese, influenzati dalla non completa disponibilità di prodotti rispondenti alle nuove norme da parte di alcuni costruttori.

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Si parla di un calo che, per la prima volta dal 2014, riporterebbe le immatricolazioni sotto quota 17 milioni. Tra i segmenti, invece, la performance peggiore è stata quella delle citycar (ferme al 15,6% del totale) mentre sale il segmento C a +1%; le utilitarie restano stabili con un 36,6% di quota nel 2018.

Il mercato dell'auto ha fatto segnare un arretramento nel 2018 che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Le carrozzerie a fine anno si presentano quasi tutte in territorio negativo, ma spiccano gli incrementi a doppia cifra dei crossover e fuoristrada, che nel complesso rappresentano nel 2018 il 38,6% delle vendite di autovetture (+8 p.p.). Purtroppo, però, sale anche il livello di CO2 media ponderata, che sul 2018 registra +1,8% (114,4 g/km). Al primo posto sale il Nord Est al 32,7% del totale e recuperano qualche decino di punto l'Italia centrale, meridionale e insulare. Nel cumulato anno i passaggi di proprietà sono stati 4.426.268 in calo del 3,3% verso i 4.575.981 del gennaio-dicembre 2017.

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