Omicidio Khashoggi: Turchia ordina l'arresto di due uomini saudito, Riad respinge estradizione

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Gli investigatori, in base a quanto emerso finora, ritengono che grazie alla presenza di un anatomopatologo il corpo sia stato fatto a pezzi e poi disciolto nell'acido, sostanza di cui sono state rinvenute tracce all'interno della residenza del console saudita, adiacente al consolato teatro dell'omicidio.

La procura di Istanbul ha emesso mandati di cattura per l'omicidio di Jamal Khashoggi nei confronti di Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e del generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell'intelligence, entrambi rimossi da Riad dopo il delitto. Ma, della tragica storia di Jamal Kashoggi, non sono ora in discussione le sue opere. Ponendo in risalto che non vi è una verità accertata e consolidata, nonostante sia stato divulgato un video che incastrerebbe alcuni uomini vicini al principe ( pubblicato dal New York Times), resta ancora un dato di inequivocabile gravità su cui riflettere: quello dell'omicidio di un reporter perpetrato in una sede diplomatica. Un episodio criminale a tutti gli effetti.

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Come mai? È inutile negare un fatto del tutto chiaro: l'Arabia Saudita è sempre stata, ed è ancora adesso, uno dei partner privilegiati di importanti e influenti nazioni. Per capire il volume di affari che ruota attorno ai sauditi, basta leggere i dati ufficiali della loro bilancia commerciale, messi a disposizione dalla Farnesina. I numeri sono da capogiro, e rappresentano un ampio e imponente giro di business. I principali fornitori sono Stati Uniti, Cina e Germania. Quest'ultimo aveva chiesto di incontrare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in occasione del G20 di Buenos Aires degli scorsi giorni, ricevendo pero' un diniego.I sauditi infatti, solo due settimane dopo la sparizione di Khashoggi ne hanno ammesso l'assassinio. Il governo saudita ha negato il coinvolgimento del principe. Come si può facilmente evincere, quindi, gli interessi in ballo sono troppo alti. Per questo, quella di Jamal Kahsoggi rischia seriamente di restare una delle tante, troppe, uccisioni di un giornalista senza giustizia e senza memoria.

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