Gilet gialli, Trump rilancia: "Boom negli Usa, l'Europa brucia"

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"I rapporti con Xi sono ottimi, e' un onore lavorare con lui", ha detto il presidente americano, ampiamente ricambiato dal suo interlocutore che ha parlato di rapporti di "amicizia personale". Anche il nodo del clima sarebbe stato superato sfumando il passaggio sulle emissioni. Forse dietro c'era solo la fretta di Trump e Xi di ripartire, o forse il negoziato era finito un po' più velocemente di quanto ci si aspettasse, in una direzione o nell'altra.

Nissan Leaf NISMO RC, elettrica da corsa
Si tratta di una vettura con potenza massima ed erogazione di coppia più che raddoppiate rispetto alla versione precedente. L'assetto è ampio e basso, ponendosi a una distanza di appena 1.212 millimetri da terra a partire dal tetto.

A margine del vertice del G20 a Buenos Aires, Donald Trump ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Da una parte, gli Stati Uniti rinunceranno ad alzare il primo gennaio dal 10 al 25% i dazi già imposti su prodotti cinesi per 250 miliardi di dollari, ed eviteranno di decretare nuove tariffe sul resto delle esportazioni della Repubblica popolare in America. Se pero' entro 90 giorni non ci sara' l'intesa - ammonisce la Casa Bianca - allora l'amministrazione Trump non fara' sconti, e i nuovi dazi al 25% saranno inevitabili. "La Cina vuole espandere le importazioni sulla base dei suoi bisogni, è d'accordo ad aprire il suo mercato e soddisfare le preoccupazioni legittime degli Stati Uniti, come parte del processo di riforme e aperture" del proprio sistema, ha proseguito, usando una formula non dissimile da quella utilizzata a giugno scorso nel comunicato emesso al terzo del terzo round di colloqui sul commercio tra Cina e Stati Uniti che si era tenuto a Washington, e che non aveva soddisfatto Trump. Al tavolo della cena infatti si sono seduti il segretario al Tesoro Mnuchin e il consigliere economico Kudlow, che volevano fare l'accordo per evitare di compromettere la crescita nel modo e negli Usa, e i rappresentanti per i commerci Lighthizer e Navarro, che invece volevano continuare a premere, convinti che Pechino stia soffrendo i dazi e sia sul punto di cedere anche di più. "Questo - ha commentato ieri - è stato un incontro sorprendente e produttivo, con possibilità illimitate tanto per gli Stati Uniti, quanto per la Cina".

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