Cosa sappiamo sull'arresto della direttrice finanziaria di Huawei

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La Wanzhou rientra a pieno titolo nella guerra tra Stati Uniti e Cina in campo tecnologico e il suo arresto arriva in un momento in cui Cina e Stati Uniti avevano deciso di comune accordo una tregua sui dazi.

Secondo la pubblicazione, è stata arrestata su richiesta di estradizione pervenuta dalle autorità statunitensi per l'accusa di violazione delle sanzioni commerciali statunitensi contro l'Iran. Domani, venerdì 7 dicembre, è prevista l'udienza in cui il giudice deciderà se rilasciarla su cauzione.

Le notizie sulla battaglia commerciale tra Stati Uniti e Cina, in particolare dopo l'elezione di Trump, sono ormai all'ordine del giorno.

Scontro in volo fra aerei militari Usa
Gli aerei erano partiti dalla base militare Usa di Iwakuni, a sud ovest dell'arcipelago, in cui sono dispiegati almeno 120 velivoli statunitensi e sede di un aeroporto commerciale.

Pacata la replica di Huawei, che in una nota ufficiale sottolinea che Meng "affronta accuse non specificate" e che all'azienda cinese siano state fornite "poche informazioni riguardanti le accuse". Una situazione che aveva alleggerito il peso sui mercati, mentre ora l'arresto di Meng ha ridestato le preoccupazioni degli investitori. Più prudenza da parte di Huawei: "Siamo convinti e fiduciosi che le autorità canadesi e statunitensi raggiungeranno senza dubbio una conclusione corretta e imparziale". "A volte l'aggressione cinese è esplicitamente sponsorizzata dallo Stato, a volte è ripulita con le cosiddette entità del settore 'privato' di Pechino, che vanno a braccetto con il partito comunista del presidente Xi", ha aggiunto. Si riaccendono così le tensioni tra Stati Uniti e Cina, immediate le proteste del governo di Pechino che ha chiesto la liberazione della manager del colosso cinese delle telecomunicazioni denunciando una seria violazione dei diritti umani.

Quarantasei anni, laureata all'Università di Huazhong di Scienze e Tecnologie, è prima figlia dell'ex vicedirettore del genio militare cinese che, nella seconda parte della sua vita, decide di fondare Huawei, creando un colosso mondiale delle telecomunicazioni che oggi detiene la seconda più grande fetta del mercato mondiale degli smartphone.

In estate anche l'Australia ha imposto limiti a Huawei, per il timore di spionaggio, e solo giorni fa l'operatore mobile britannico BT ha deciso limiti alle apparecchiature Huawei nell'accesso alle reti 4G, dopo che il servizio d'intelligence MI6 ha descritto la compagnia come una potenziale minaccia alla sicurezza.

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