A Mirafiori 3mila lavoratori in cassa per l’arrivo della nuova 500 elettrica

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"Confermando la produzione della Maserati Levante, gli investimenti riguarderanno tutte le aree: lastratura, verniciatura, montaggio, logistica, RG Premium Center e l'Unità sottogruppi lamiera con l'obiettivo di consentire l'industrializzazione e la produzione della 500 elettrica".

Secondo quanto riporta Automotive News Europe, infatti, FCA avrebbe in programma di lasciare temporaneamente a casa 3.245 dipendenti, tra operai e dirigenti, per consentire l'adeguamento alle nuove linee produttive, che si affiancheranno a quelle (ridimensionate) del SUV Maserati. Il provvedimento riguarda, in tutto, circa 3mila lavoratori.

Oltre alla 500 elettrica, a Mirafiori si realizzeranno i restyling di Levante, Ghibli e Quattroporte che saranno declinate anche in versione plug-in hybrid.

Gli ammortizzatori sociali arrivano in vista della partenza della produzione della 500 elettrica, annunciata la scorsa settimana.

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Si dovrebbe garantire un maggior grado di autonomia e, presumibilmente, anche minor costi "nascosti" . Mentre chi ha già un contratto attivo con un operatore dovrà attendere fino a gennaio 2019 .

Dal prossimo gennaio, inoltre, sono previsti dei trasferimenti di lavoratori dall'Agap di Gruglisco a Mirafiori per un massimo di 800 addetti complessivi. "La cosa viene passata come un necessario intervento per impedire licenziamenti massivi; la verità è che si tratta dell'ennesima marchetta ad una multinazionale, che vede finanziata una ristrutturazione con i soldi dei contribuenti italiani". "Sarà nostro compito vigilare affinché gli impegni assunti da Fca vengano concretizzati nei fatti", conclude l'esponente sindacale.

La 500 Elettrica fa parte di un piano che prevede 5 miliardi di investimenti in Italia fino al 2021 per la produzione di quattro nuovi modelli e tredici conversioni in EV o ibride di modelli attuali.

"Siamo in piena linearità di un percorso che è finalizzato, con i nuovi modelli, a rilanciare Mirafiori, evitando licenziamenti - dice Claudio Chiarle della Fim - si farà anche ricorso a uscite incentivate e volontarie ma è già stato concordato a aprile, anche dalla Fiom".

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