Si Tav: a Torino l'Italia delle imprese, c'è anche l'Unione Artigiani

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Tav, l'Italia in Europa': "Torino è una città simbolo". Parola di Francesca Frediani, consigliere del M5S in Piemonte, da sempre schierata su posizioni No Tav.

"Questa manovra è molto concentrata sui fini del contratto di governo e ha poco in termini di crescita, se poi aggiungiamo l'ansia dei cantieri Lione-Torino e il depontenziamento di alcuni strumenti, collegato al rallentamento dell'economia globale, al rallentamento della Germania e ai nostri dati, ci dovrebbero far comprendere che il Paese non ha bisogno di una manovra cosiddetta espansiva ma anticiclica" ha concluso il presidente di Confindustria, ribadendo che questa manovra "è debolissima sulla crescita".

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Entro la fine di quest'anno, infatti, il consiglio dei ministri dovrebbe affrontare la questione dell'autonomia . Pertanto per noi il progetto c'è, è completo e confermiamo la richiesta per tutte le 23 materie.

"La Francia ha chiesto di aumentare i pedaggi per i diesel fino all'Euro 4 al Frejus, del 5 per cento a partire dal primo aprile e la Regione ha proposto un tavolo per valutare gli effetti sulle imprese". Alle Ogr, le ex Grandi Officine Riparazioni, dove da metà dell'800 si riparavano i treni, si sono riunite dodici associazioni d'impresa: industriali, artigiani, mondo delle cooperative e imprese edili. "La politica - ha aggiunto - è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai politici". Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia prima dell'inizio della manifestazione per la Tav alle Ogr. "Tav, l'Italia in Europa", circa tremila imprenditori di Confindustria, Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Cna e Agci. "Siamo qui con 12 associazioni, compresa la nostra, che sono rappresentanti di agricoltori, artigiani, commercianti, esercenti, cooperative, industria, di oltre 3 milioni di imprese e il 65% del Pil" con oltre 13 milioni di dipendenti. "Oggi siamo qui per determinare che la Torino- Lione è un fatto nazionale e non locale e il fatto che l'Esecutivo convochi solo i vertici locali la dice lunga sulla visione localistica di questo governo". Sì agli investimenti strategici. "Sì ad un Paese che sa andare oltre le proprie fragilità strutturali", spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

"Una rete infrastrutturale europea - afferma il manifesto - non è tale senza tutti i corridoi in cui si articola e, senza la Torino-Lione non esisterebbe il Corridoio Mediterraneo, per il quale l'Italia si è battuta con vigore".

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