Nanni Moretti a Pavia presenta il nuovo film "Santiago, Italia" TRAILER

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In particolare, si occupa della vicenda dell'ambasciata italiana che accolse almeno 250 richiedenti asilo, molti dei quali scavalcarono le recinzioni cercandovi rifugio.

Il documentario di Nanni Moretti si distingue dalla sua filmografia, ma senza scostarsene, ed è permeato da un impalpabile velo di nostalgia. E nell'ammetterlo ci vuole dire che esiste un giusto e uno sbagliato, che per quanto ognuno di noi agisca secondo precise intenzioni e convinzioni, queste intenzioni e convinzioni possono essere errate. Forse per la sua schiera di idiosincrasie vere o presunte che ha lasciato sempre trapelare attraverso la cinepresa, senza filtri come nel caso di Caro Diario (1993) o Aprile (1998), o tramite i suoi personaggi, uno fra tutti Michele Apicella, alter ego dissacrante e romantico, a suo modo, protagonista di svariati film di Nanni Moretti. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un'intervista meno faziosa con uno scandito:"io non sono imparziale".

La risposta di Matteo Salvini non si è, a questo punto, fatta attendere: "È tornato il regista radical-chic e mi affianca a un dittatore sanguinario".

Il film ha appunto la forma di un documentario in cui il regista racconta il golpe cileno dell'11 settembre 1973 e sarà disponibile alla visione il 6 dicembre 2018, distribuito da Academy Two. Salvador Allende vinse le elezioni nel 1970 e fece dichiarare allo storico segretario di stato U.S.A. Henry Kissinger: "Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell'irresponsabilità del suo popolo". Sono questi gli eventi raccontati nel lavoro di Moretti.

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Devo ringraziare i tifosi di Juve e Samp per l'affetto dimostrato con striscione e cori, tutto molto bello e commovente.

Si potrebbe quasi chiudere qui il documentario, ma siamo solo a metà delle interviste, che alla fine commuovono gli intervistati e inevitabilmente anche lo spettatore.

Ma chi sono, dunque, queste persone? Scorrono sullo schermo in 'Santiago, Italia', tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l'allora ambasciatore italiano a Santiago.

"L'Italia degli anni Settanta era un paese che aveva fatto la guerra partigiana, che aveva difeso lo statuto dei lavoratori".

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