Di Maio: papà, chiedo scusa a tutti

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E' quanto afferma Antonio Di Maio, papa' del vicepremier Luigi, in un video pubblicato su Facebook nel quale racconta la sua verita' sulle vicende relative alla sua azienda. "Sentivo il dovere di scrivere". Antonio Di Maio si presenta come "semplicemente un piccolo imprenditore", che, riconosce, "ha commesso degli errori". Più diretta la richiesta di Ernesto Magorno, anche lui senatore dem: "nel governo del cambiamento - scrive su twitter - c'è un vicepremier che, nonostante sia a conoscenza dei movimenti poco puliti dell'azienda di famiglia, mente agli italiani e resta al suo posto come se nulla fosse. I miei figli non c'entrano in tutto questo, ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante: avevo paura di perdere la loro stima, cosa che forse è accaduta comunque". "Sono pronto a rispondere degli errori, ma dovete lasciare stare la mia famiglia", continua tornando a ripetere che il figlio non sapeva nulla della vicenda.

Volevo parlare poi anche di un altro argomento. Sui sequestri effettuati a Mariglianella dai vigili urbani, di tre piazzole con rifiuti nel terreno di comproprietà del papà del vicepremier, aggiunge: "Ammetto che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose". Parla del sorvolo di un drone, di "telecamere e giornalisti ovunque" e recrimina che "forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il Paese". Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. "Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità".

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Successivamente mia moglie ha avviato una nuova attività di impresa che ha pagato regolarmente le tasse. Si descrive come piccolo imprenditore ma anche come padre, ed è ovviamente in questa veste che chiude il video - con una certa padronanza, stavolta, sfilandosi gli occhialini da presbite e guardando direttamente 'in macchina´ - per dire di Luigi "posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perché è mio figlio, ma perché credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti".

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