Rivoluzione età, si diventa "anziani" dopo i 75

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Gli stereotipi sono duri a morire, ma la realtà è testarda e alla fine ottiene la meglio sul luogo comune. Lo ha affermato all'Adnkronos Salute Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani, a margine del congresso CosmoSenior a Rimini commentando la svolta arrivata dalla Società italiana di gerontologia e geriatria che ha stabilito che si è anziani dai 75 anni in su. Attualmente le indagini statistiche individuano nella media di 85 anni la durata della vita per le donne, e di 82-83 per gli uomini.

L'annuncio è stato fatto dal professor Niccolò Marchionni, professore ordinario dell'Università di Firenze e direttore del Dipartimento cardiovascolare presso l'Ospedale Careggi. Questa è la nuova indicazione geriatrica che ha ribaltato completamente l'assunto secondo il quale, oggi si comincia invecchiare progressivamente quando ci si avvicina all'ottantina. "Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte".

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I geriatri insomma lanciano l'adozione di una definizione dinamica del concetto di "anzianità" che si adatti "alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche". "Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?", ha detto Emile Ratelband. In questa maniera crescerà inesorabilmente anche la spesa per la cura e l'assistenza a lungo termine degli anziani, ma anche quella previdenziale, mentre diminuirà la forza produttiva del Paese e non ci saranno abbastanza giovani per prendersi cura dei nostri vecchi. "E i geriatri sono troppo pochi rispetto alla popolazione che ne ha bisogno".

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