Batterio killer in ospedale, 10 mila pazienti a rischio in Veneto

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Sarebbero infatti oltre 10 mila i pazienti operati nelle cardiochirurgie della regione dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2017. E sono già una ventina i pazienti che hanno chiesto di essere sottoposti all'emocoltura per capire se siano stati infettati o meno. Al momento i casi di infezioni accertati, provocati dal Mycobacterium chimaera contenuto nei macchinari dell'azienda LivaNova, sono 16, di cui 14 in Veneto, con 6 decessi. "I pazienti potenzialmente interessati sono stimati in circa 10.000".

"A tutti verrà inviata una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l'indicazione dei numeri di telefono da contattare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti clinici necessari - si legge - I macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti".

La Regione Veneto sta inoltre provvedendo alle indagini in quanto sembrebbe che il batterio si sia annidato nelle macchinari in fase di produzione e non successivamente all'utilizzo in sala operatoria. Il Mycobacterium chimaera, questo il nome del batterio killer, viene identificato per la prima volta nel 2004 ed è un batterio generalmente non pericoloso per l'uomo, a meno che non ci si trovi davanti ad un caso invasivo.

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La tv di stato iraniana ha comunicato che al momento non si registrano morti, ma diversi edifici sono stati danneggiati. L'ipocentro è stato localizzato a una profondità di 22 chilometri.

La scoperta è stata pubblicata: il Chimaera non è un micobatterio patogeno convenzionale ma un "opportunista", cioè colpisce se ne ha l'occasione, altrimenti resta nell'ambiente. Intanto, mentre il ministero della salute approfondisce date e dati, spuntano nuovi casi da tutta Italia.

In Svizzera sono state diagnosticate infezioni da Mycobacterium chimaera in sei pazienti operati a Zurigo tra il 2008 e il 2012 e in quattro pazienti operati a Basilea tra il 2013 e il 2014.

Il batterio è considerato molto insidioso perché può rimanere celato a lungo, visto che i suoi effetti possono evidenziarsi anche dopo anni dal suo ingresso nell'organismo. Si manifestano sotto forma di febbre prolungata o inspiegata (di origine sconosciuta), sudorazione notturna, arrossamento, calore o perdite da una ferita (con materiale che spurga), dolori muscolari, perdita di peso o notevole affaticamento. A rischio sono i pazienti che necessitano di interventi chirurgici complessi, quali le operazioni cardichirurgiche.

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