Il piccolo Alex a Roma per un innovativo trapianto

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"Il Great Ormond Street Hospital, d'accordo con il Professore Franco Locatelli direttore del dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica, terapia Cellulare e Genica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (che sin dall'inizio ci ha dimostrato massima attenzione e disponibilità), ci hanno proposto di trasferire Alessandro Maria a Roma per sottoporlo alle cure dell'equipe italiana" informano quindi i genitori del bambino. Fino a oggi, non ha avuto successo la ricerca di un donatore totalmente compatibile con il bimbo.

Parallelamente, i genitori del piccolo effettueranno esami di screening al fine di valutarne l'eleggibilità alla donazione di cellule staminali emopoietiche.

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Il trapianto emopoietico da genitore con rimozione dei linfociti alpha/beta, spiega in una scheda l'ospedale Bambino Gesù, è una procedura basata sulla manipolazione delle cellule staminali emopoietiche prelevate dal donatore per privarle selettivamente di tutti gli elementi che potrebbero aggredire l'organismo del ricevente. "Più nel dettaglio, si tratta di rischi di tipo infettivo (nella fase preparatoria le difese immunitarie del paziente vengono sostanzialmente azzerate per poi recuperare lentamente dopo l'attecchimento del trapianto); tossico (legato alla terapia di preparazione al trapianto) e immunologico". In realtà la ricerca di un donatore per Alex è già inserita nella rete nei registri internazionali. Nei giorni scorsi era stato trovato un donatore di midollo osseo compatibile, ma non si è reso subito disponibile. È fallita infatti nelle scorse settimane anche la disponibilità di un donatore italiano il cui grado di compatibilità è stato giudicato insufficiente dall'ospedale britannico. Da qui la necessità di arrivare al più presto possibile al trapianto. Al Bambino Gesù Alex verrà sottoposto a una tecnica di trapianto innovativa per la quale l'ospedale romano è tra i primi al mondo: con tale metodica sono stati già trapiantati 150 bimbi, di cui 50 con immunodeficienza primitiva e 6 con la stessa malattia di Alessandro, la linfoistiocitosi emofagocitica. La percentuale di guarigione definitiva nei bambini con immunodeficienza primitiva è dell'85%.

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