I medici ospedalieri in sciopero, rischio blocco per le sale operatorie

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Si asterranno dal lavoro medici, veterinari e dirigenti sanitari di tutte le regioni, e in ogni capoluogo (Torino, Aosta, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, L'Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari) è stata organizzata una manifestazione unitaria.

Lo sciopero di 24 ore, iniziato alla mezzanotte di venerdì 23 novembre, coinvolge medici dipendenti degli ospedali del servizio sanitario nazionale di tutta Italia e arriva dopo diverse settimane di mobilitazione, assemblee, sit-in, per rivendicare "il diritto a curare e il diritto a essere curati". Contestualmente è previsto l'aumento del fabbisogno sanitario nazionale standard (2019-21). Durante la giornata, comunque, come previsto per legge, sarà garantita la "continuità delle prestazioni indispensabili", compresi gli interventi urgenti. Il SSN deve continuare a garantire a tutti il diritto alla salute, anche attraverso la tutela del personale che vi lavora e il rispetto del Contratto e dei diritti fondamentali dei lavoratori che talvolta vengono violati.

Lo dimostrano, ad esempio, i primi dati emersi dall'indagine che il sindacato sta effettuando per valutare il rispetto degli istituti contrattuali con particolare riferimento a situazioni che potrebbero minare la sicurezza di pazienti.

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In realtà non è l'Ue che chiede lacrime e sangue agli italiani, ma la formulazione della manovra fatta dall'attuale governo. Un prendere tempo da leggere anche nell'ottica del dialogo intrapreso dal governo italiano con la Commissione europea.

Esso ha potuto infatti rilevare - tramite la somministrazione di un sondaggio su un ampio campione di Ospedali Pubblici Italiani - che su 211 risposte dei rappresentanti sindacali ben 192 ha affermato di lavorare in carenza di organico; altre 65 risposte fanno invece emergere il problema della Pronta disponibilità notturna e festiva sostitutiva, troppo spesso usata al posto della Guardia attiva 24H. "Siamo arrivati al punto - ha affermato Vergalli - che alcuni colleghi preferiscono passare la notte in albergo per non allontanarsi eccessivamente dall'ospedale". Ma la protesta, tengono a precisare le organizzazioni sindacali, è anche a favore dei cittadini, per garantire a tutti un'assistenza adeguata. "Nonostante le timide aperture dei parlamentari incontrati nelle scorse settimane - avverte il sindacato - restano irrisolte, nei provvedimenti legislativi in itinere, le istanze avanzate dalla categoria".

Alla base dello sciopero, la richiesta di maggiori fondi per la Sanità pubblica, che i sindacati dei camici bianchi definiscono "ormai al collasso", ed il rinnovo del contratto di lavoro, fermo da dieci anni. Ai medici in sciopero, assicura Grillo, "dico che siamo dalla stessa parte, lavoriamo a soluzioni condivise sostenibili".

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