Brexit, primo ok dei 27 ad accordo con Londra, continua negoziato

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Sempre che di divorzio si tratti, perché per superare lo scoglio del confine nord irlandese e per avere accesso ai mercati europei si è arrivati ad una Brexit di nome ma non di fatto, con la Gran Bretagna che resterà nell'unione doganale e quasi completamente nel mercato unico. Così Theresa May in un discorso alla Confindustria britannica (Cbi), accolto da un lungo applauso. Molto probabilmente no, ma in Inghilterra c'è chi si interroga già sul futuro della nota barretta al cioccolato e caramello.

La partecipazione della premier conferma inoltre come May abbia preso in mano personalmente il fascicolo della bozza di accordo, dopo aver praticamente commissariato il ministero della Brexit in seguito alle recenti dimissioni di Dominic Raab e la sua sostituzione con il fedelissimo Steve Barclay, cui sono stati tolti molti poteri.

Cremonini commuove Roberto Baggio in tribuna al concerto
La reazione di Cesare Cremonini non poteva non essere di grande entusiasmo. I fan in delirio appena hanno saputo del gesto. Grazie Robi ", ha scritto Creminini.

A fare eco al negoziatore Ue, in apertura di una settimana che si preannuncia delicatissima per la tenuta del suo governo, è stata la stessa May la quale ha insisto sul fatto che l'accordo ridarà a Londra il controllo delle sue frontiere, leggi e denaro. E' iniziata con l'ok dei ministri degli Affari europei a Bruxelles, oggi, una settimana cruciale: domenica a Bruxelles c'è in agenda il summit Ue straordinario chiamati ad approvare l'accordo sulla Brexit e un testo sulle future relazioni con il Regno Unito. May esclude poi di dimettersi, dice di non esser distratta dagli "insulti" e stima che al momento non sia stato raggiunto il quorum di 48 deputati per rimettere ai voti la sua leadership nel Partito Conservatore. Alcuni di loro concentrano le critiche proprio sul periodo di transizione, sostenendo che in quel lasso di tempo la sovranità britannica verrebbe erosa. Il premier spagnolo Pedro Sanchez minaccia infatti il veto sull'intesa raggiunta senza la rassicurazione esplicita che la trattativa su Gibilterra - territorio autonomo britannico storicamente rivendicato da Madrid - faccia parte di un negoziato distinto rispetto a quello delle relazioni future tra Ue e Regno Unito.

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