Focolaio Morbillo, Regione Puglia sui Vaccini: "Invito a vaccinarsi. Sono sicuri"

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A lanciare l'appello è l'assessore regionale al Welfare della Puglia, Salvatore Ruggeri, commentando la notizia del recente focolaio di morbillo a Bari ed evidenziando che, in materia di vaccini, nonostante i grandi risultati raggiunti, "ancora in tanti si dimostrano scettici". I dati vengono dall'ultimo numero di "Morbillo & Rosolia News" il bollettino mensile della sorveglianza integrata morbillo-rosolia coordinata dall'ISS. L'88,2% dei casi si è verificato in sette Regioni (Sicilia, Lazio, Campania, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana) e la Sicilia è quella con l'incidenza più alta (296 casi per milione di abitanti). A richiamare l'attenzione su questo problema, anche alla luce di un focolaio della malattia verificatosi a Bari, è il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli.

Dall'inizio del 2013 i casi segnalati sono stati 12.787.

Dall'analisi dei cento casi segnalati nel personale sanitario, 83 operatori non sarebbero mai stati vaccinati, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta. Va ricordato, avverte Galli, che "ogni caso di morbillo è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti". Tra questi molte donne in eta' fertile, che dovrebbero assolutamente vaccinarsi prima di intraprendere una gravidanza. "E bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione e tra gli operatori sanitari in primo luogo".

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Per Simit l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata. Basta dunque, chiede la Simit, con le posizioni "contraddittorie, che generano confusione e favoriscono gli irresponsabili".

Infatti, è il monito dell'esperto, "ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento può essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica e soprattutto ai danni delle componenti più fragili, come i bambini immunodepressi".

E in favore dell'obbligo vaccinale, "se necessario", si schiera anche la Federazione degli ordini dei medici Fnomceo. Una situazione questa che secondo il Presidente dell'Istituto Superiore della Sanità se non verrà controllata potrà portare a epidemie anche ben più gravi. Quindi, a legislazione vigente, conclude, "non serve altro che far rispettare la legge".

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