Tav, Toninelli: orgoglioso di usare bene i soldi pubblici

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Durante l'incontro bilaterale tra il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e la sua omologa francese, Elisabeth Borne, che si è tenuto oggi a Bruxelles, a margine della quarta riunione ministeriale della Road Alliance, sono stati ribaditi sia la necessità, da parte dell'Italia, di condurre gli studi economici sul progetto, sia quella avanzata da Parigi di non perdere i finanziamenti europei. "È un progetto importante non solo per Francia e Italia, ma per l'intera Ue", ha ricordato il portavoce. "Questo approccio era stato letteralmente codificato nel 2001 nella cosiddetta Legge Obiettivo, un programma di pianificazione di opere pubbliche che è stato al centro dell'agenda anche del Governo precedente, fino a quando le ennesime evidenze ne hanno impietosamente mostrato i limiti, conducendo alla completa abrogazione della legge e alla ridefinizione delle opere da considerare prioritarie". "Si configura un problema di danno erariale". Dire che l'opera non esiste è fare disinformazione.

Il blocco dei cantieri aumenterà il costo complessivo dell'opera di 75 milioni al mese secondo Paolo Foietta, commissario straordinario del governo per la Tav. "I governi, ma anche i condomini, ragionano per atti". "Per motivi fisici, strutturali e di sicurezza la vecchia ferrovia aperta nel 1800 non ha futuro", ha detto.

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La variazione acquisita per l'anno corrente, ha aggiunto, è +1 per cento. Sono forti le differenze territoriali tra Nord e Centro-Sud ".

Repubblica è andata a visitare il cantiere di Saint-Martin-La-Porte in Francia, dove francesi e italiani scavano un lotto di 9 chilometri del tunnel di base della Torino Lione sui 57,5 complessivi. Stando alle dichiarazioni del ministro, dunque, è possibile che il "responso" sulla sorte della Torino-Lione slitterà nel 2019. L'avanzamento di questo scavo è arrivato al completamento dei due terzi dei lavori programmati e procede al ritmo 18 metri al giorno in direzione dell'Italia. "Rispetto a quell'epilogo - ha proseguito Toninelli - non vi fu nessuna levata di scudi da parte di chi ritiene oggi necessario procedere nel senso indicato dagli interroganti. Ribadiamo il nostro sì al Tav come strumento per connettere persone e merci all'Europa e al mondo, per rendere competitivo il trasporto di merci su rotaia contribuendo a diffondere una cultura ecologica e per sostenere la nostra industria manifatturiera nella competizione sui mercati internazionali".

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