Bari: otto casi di morbillo, focolaio causato da figlia di no vax

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Il ministero ha intanto predisposto una circolare che sarà diffusa nei prossimi giorni, in cui si riportano le linee guida più aggiornate per la standardizzazione dei protocolli di gestione del paziente colpito da morbillo da parte del personale sanitario.

"Il focolaio epidemico - si legge nell'articolo - sarebbe scoppiato anche per via della tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge".

In sostanza, il cosiddetto "caso indice" non sarebbe stato segnalato per tempo alle autorità di igiene pubblica. Infatti abolisce l'obbligatorietà anche dei vaccini cosiddetti obbligatori prima del decreto Lorenzin, sancisce un singolare obbligo differenziato regionalmente e in caso di epidemia come se i vaccini non fossero un arma di prevenzione, ma una terapia.

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Bene anche il traffico del sistema aeroportuale romano (Adr) (+3,6%) e dell'aeroporto di Nizza (+4,2%). Il risultato ante oneri finanziari è pari a 1,6 miliardi (-13%).

Dopo una giornata di controlli medici, sarebbero in buone condizione di salute delle otto persone contagiate dal morbillo. La bambina non sarebbe stata isolata dagli altri pazienti e avrebbe poi contagiato altri quattro minori e tre adulti.

Per due di loro è accertata la diagnosi di morbillo, mentre per la terza persona la diagnosi è ancora sospetta. Lo ha spiegato Cinzia Germinario, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, con riferimento agli otto casi di morbillo che sarebbero avvenuti da un contagio all'interno dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari da una bambina di 10 anni figlia di una coppia "No-vax". Si tratta di una bambina di 10 anni ricoverata nel reparto Malattie infettive dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII del capoluogo pugliese.

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