Va in onda il primo giornalista robot, lavora 24 ore su 24

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Parla, sbatte le palpebre e muove leggermente la testa durante la lettura delle notizie: è il primo conduttore di news artificiale, creato in Cina dall'agenzia Xinhua e dal motore di ricerca Sogou, che prende le sembianze di un giornalista in carne e ossa della principale agenzia di stampa cinese, di nome Qiu Hao.

L'anchorman artificiale è stato presentato questa settimana nel corso della World Internet Conference di Wuzhen, nella Cina orientale, l'evento annuale più importante nel campo di internet in Cina, giunto alla quinta edizione, pur tra le critiche dall'esterno per le restrizioni a cui il web è sottoposto nel Paese. Il video mostra come funziona. Dare vita a questi giornalisti 'fake' non è stata un'impresa semplice: Xinhua ha utilizzato le tecnologie più sofisticate per costruire animazioni del volto e della bocca così realistiche da essere scambiate per vere. Secondo l'agenzia di stato cinese, il nuovo anchor potrà lavorare anche 24 ore consecutive, garantendo un flusso costante di informazioni a costi molto ridotti.

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L'idea non è piaciuta, sopratutto a chi si preoccupa dei diritti dei lavoratori. Ma non solo, l'aspetto di questi conduttori è anche un po' inquietante: il tono e la mimica facciale non cambiano mai. Vi è anche il problema notto dagli anni '70 denominato "Uncanny valley" (valle misteriosa), si tratta di quel fenomeno psicologico che porta gli osservatori ad avere un senso di disagio, inquietudine e repulsione quando una intelligenza artificiale raggiunge livelli di similitudine con gli esseri umani, ma senza far dimenticare di essere dei simulacri, questo disagio è stato fatto notare anche da Michael Wooldridge dell'università di Oxford.

Ed i giornalisti di tutto il mondo iniziano a preoccuparsi del loro futuro. "Ho ancora molto da imparare".

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