Chiude a Novi Ligure lo stabilimento della Pernigotti nata nel 1860

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La storia dell'azienda parte dal 1860, quando Stefano Pernigotti apre nella piazza del Mercato a Novi Ligure (AL), una drogheria specializzata in "droghe e coloniali" e già rinomata fin dagli inizi per la produzione di un pregiato torrone. Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi. E la diffusione su scala globale di gianduiotti, torroni e cremini piemontesi. "Chiude lo stabilimento produttivo di Novi Ligure". E' il primo giugno e il capitale per l'impresa ammonta a seimila lire. Rischiano di perdere il posto circa cento persone sui quasi 200 dipendenti dell'impresa sparsi tra la fabbrica novese e gli uffici di Milano. Nel 1914 con la Prima guerra mondiale alle porte, il Governo Italiano proibisce l'impiego dello zucchero per la preparazione dei generi dolciari, fra i quali il torrone: ciò che poteva rappresentare un grave ostacolo per la produzione, si trasforma, grazie alla geniale intuizione di Francesco, in un'innovazione che arricchisce la qualità dell'azienda.

Borsa Milano +1,07%, lo spread cala a 290
Il Ftse Mib segnava un +0,97%, a 19.371 punti, incrementando il guadagno con il passare dei minuti. Positiva Francoforte (+1,5%), Milano (+1,3%), Parigi (+1,2%), Madrid (+0,9%) e Londra (+0,7%).

In Italia verrà mantenuta solo la rete marketing volta a sostenere la vendita, tuttavia, dei prodotti fatti in Turchia. Uno per tutti il prestigioso 'Diploma di Gran Premio' conseguito all'Esposizione nazionale e internazionale di Torino. Nel 1935 acquistò Sperlari e un anno dopo avviò la produzione dei preparati per gelateria, una delle maggiori fonti di entrate. Scommessa vinta, con un prodotto che ancora oggi si trova sui banchi di negozi e supermercati. La nuova sede offre opportunita' di crescita e nel 1971 l'azienda si allarga ancora e acquista la Streglio, specializzata nei prodotti a base di cacao. Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che porterà alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. D'altronde la società dal 2013 è di proprietà del gruppo turco, appunto, Tuksoz. Ieri la famiglia Toksoz ha deciso di chiudere i battenti dello stabilimento di Novi Ligure, lasciando a casa 100 lavoratori.

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