Iran, proteste contro Usa per il ripristino delle sanzioni: "Morte all’America"

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La dichiarazione e' stata rilasciata ieri dal ministero degli Esteri.

L'amministrazione Trump ha annunciato il ripristino di tutte le sanzioni Usa sull'Iran che erano state revocate con l'accordo sul nucleare del 2015.

Le sanzioni, che entreranno in vigore in queste ore, riguardano i settori dell'energia, del trasporto marittimo e quello finanziario. Gli Stati Uniti consentiranno comunque a otto paesi di importare per un periodo di tempo limitato il petrolio iraniano. Lo scenario che per il think tank italiano è al momento più probabile è quello di una "continuazione delle attività delle piccole-medie imprese, ma di uno stop delle grandi compagnie, ovvero quegli attori che avrebbero potuto dare nuova linfa alla stremata economia iraniana".

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L'annuncio in stile Game of Thrones Su Twitter il presidente americano ha dato l'annuncio in modo decisamente fuori dal comune, con la pubblicazione di una sua foto sulla quale campeggia la scritta "Sanzioni in arrivo, il 5 novembre", con la tipica grafica utilizzata nella celebre serie tv Game of Thrones. L'elenco dei Paesi verrà reso noto lunedì. In una nota congiunta con i ministri degli Esteri e delle Finanze di Francia, Germania e Gran Bretagna, si sottolinea l'importanza di mantenere ed implementare l'accordo sul nucleare, "fondamentale per la sicurezza dell'Europa e del mondo intero" e che "Teheran continui ad attuare tutti i suoi impegni". "Sembra - ha continuato - che gli Usa non siano più in grado di mettere sotto pressione i Paesi e le aziende".

Il segretario di Stato americano ha annunciato che se Teheran vorrà riqualificarsi, dovrà sottostare a 12 richieste esplicite: tra queste, bloccare i lavori sui vettori balistici, ritirarsi dalla Siria, fermare il finanziamento di gruppi terroristici (molti dei partiti-milizia che l'Iran finanzia, attraverso cui poi ottiene come ritorno la possibilità di diffondere la propria presenza nel Medio Oriente, sono considerati gruppi terroristici da Stati Uniti e Unione Europea: è il caso di Hezbollah in Libano, varie milizie politiche in Iraq e Siria, corpuscoli afghani e anche il collegamento più sfumato con i ribelli yemeniti Houthi). Forse - spiegano fonti dell'amministrazione Usa - anche la Turchia. A stretto giro è arrivata anche la risposta dall'Iran: "Non c'è motivo di preoccuparsi". "Il nostro obiettivo è proteggere gli attori economici europei che sono impegnati in scambi commerciali legittimi con l'Iran", hanno aggiunto nel comunicato.

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