Banche: le italiane superano stress test

Share

Dà a Lega e 5 Stelle una boccata d'ossigeno nella discussione tossica sulla manovra. Il riferimento è ad alcune premesse di fondo degli esercizi, come il fatto di analizzare i bilanci di fine 2017, senza considerare le operazioni straordinarie varate nel corso del 2018 (si pensi alle maxi cartolarizzazioni varate dalle banche italiane, che sono state ignorate), elemento che ha influito in maniera punitiva sui risultati del test delle italiane. Sono invece stati di nuovo 'radiografati' altri 48 istituti europei, di cui quattro italiani: Intesa, Unicredit, Ubi Banca e Banco Bpm. Secondo il quotidiano finanziario, inoltre, tutte le banche di Borsa Italiana al vaglio delle autorità europee hanno registrato valiri superiori a quella che è la soglia di guardia. Rispetto all'anno scorso, la resistenza al test sotto sforzo è diminuita, ma resta comunque sopra la soglia della sicurezza. Lo afferma la Banca d'Italia che ricorda come "nel complesso le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta". Così come è altrettanto evidente l'impatto delle indiscrezioni sulle nuvole nere in arrivo per Carige: il titolo è sceso fino a -2 per cento.

E questo, ha poi voluto rimarcare la Bce, in una simulazione che prevedeva condizioni anche peggiori di quelle dello stress test effettuato nel 2016.

Non male direi, anche se c'è già il solito giornalista che vi racconta che gli scenari sono già tutti superati visto il livello dello spread utilizzato. Ancora peggio Nordeutsche Landesbank, il cui dato Cet1 è il più basso fra tutte le banche censite: al 7,07%. Uno scenario inverso potrebbe il delta negativo nel 2020 tra 338 e 324 punti.

Manovra: aumentano le sigarette e "bonus" ai cervelloni
L'aumento potrebbe essere 'generalizzato' per tutte le fasce di prezzo, e ammontare ai soliti 10 centesimi in più a pacchetto. La legge di Bilancio prevede rincari fino a 132 milioni per le sigarette e tagli alle spese ministeriali.

Le valutazioni, che saranno rese note domani non includeranno le richieste sui requisiti minimi patrimoniali, i cosiddetti Supervisory Review and Evaluation Process (Srep). In questo caso, nel campione ci sono Bper, Mediobanca, Carige e Iccrea.

Gli stress test dell'Eba si sono svolti per la prima volta nel 2014 e da allora vengono ripetuti ogni due anni. Tali banche, spiega l'Eba, coprono circa il 70% del totale delle attività del settore bancario dell'Area euro, degli Stati membri dell'Unione Europea e della Norvegia. Un esito apparentemente paradossale, se si considera che i modelli applicati e gli scenari macroeconomici ipotizzati sono i più duri di sempre, con una deviazione del Pil Ue cumulata dell'8,3% rispetto alle attese. Soltanto poi la Bce valuterà l'eventuale ammanco di capitale che le banche europee saranno costrette a colmare. In caso di bocciatura, le banche avranno 15 giorni per presentare un piano da realizzare in 6-9 mesi.

Quando una banca non supera in maniera adeguata gli stress test le autorità di vigilanza possono intervenire imponendo misure di intensità crescente, quali cambiamenti organizzativi o di strategia, un incremento delle riserve di liquidità, la sospensione dei dividendi o un aumento di capitale.

Share