Visco, Bankitalia, lancia l'allarme: "La crescita dello spread danneggia famiglie e banche"

Share

Liberi milioni di elettori del centrodestra. L'accento di Tria è altrove: lo spread a 300 non riflette i fondamentali economici dell'Italia, e "non era mai accaduto" che un deficit in deviazione delle regole Ue - il riferimento è al 2,4% della manovra - mettesse in discussione l'appartenenza di un Paese all'euro: "c'è un grande equivoco", dice il ministro, "in alcun modo" il governo vuole l'Italexit che pure faceva parte del 'piano B' del ministro per gli Affari europei Paolo Savona. Poi, di fronte all'aumento della disoccupazione (avrebbe potuto legittimamente chiamare in causa la frenata dell'economia) ha attribuito la responsabilità al Jobs Act.

E allora a chi attribuire la colpa? Nell'occasione, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha rilasciato una dichiarazione intervenendo alla 94ª Giornata Mondiale del Risparmio, dedicata a "Etica del risparmio e sviluppo", organizzata a Roma dall'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (ACRI).

Un "prolungato" e "ampio" rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato può avere "conseguenze gravi" per le famiglie, le banche e lo Stato.

Merkel non si ricandida a Cancelliera
Oltre a Merz anche l'attuale segretaria generale del partito Anngret Kramp-Karrenbauer ha annunciato la propria candidatura. Il passo compiuto questa mattina dalla cancelliera , sottolinea la stampa tedesca, può essere considerato quindi storico.

"Sotto la lente d'ingrandimento di Visco c'è inoltre "il rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico" che avrebbe come effetto quello di produrre perdite in conto capitale che peggiorerebbero la situazione patrimoniale delle banche". "Non solo esse detengono titoli pubblici per un valore nominale di 100 miliardi, ma all'attivo degli intermediari a cui esse affidano i loro risparmi vi sono titoli pubblici per circa 850 miliardi". "Per il complesso delle società quotate il valore di Borsa è calato di circa il 20 per cento". Per le banche, spiega Visco, gli effetti si vedono "sull'aumento del costo della raccolta", caduta delle azioni (-35% da maggio). Punto numero sette: "E' difficile immaginare che una riduzione della ricchezza delle famiglie, maggiori difficoltà per le imprese di accedere al credito e di investire, una minore capacità di intervento del settore pubblico non abbiano conseguenze di rilievo per l'attività economica". Tuttavia, deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura. Non di meno, "vanno dissipate le incertezze sulla partecipazione convinta dell'Italia all'Unione europea e alla moneta unica, incertezze che alimentano la volatilità sui mercati finanziari". Salvini e Di Maio forse non lo sanno ma il prossimo anno dovranno essere collocati sul mercato titoli pubblici per quasi 400 miliardi per rifinanziare quelli in scadenza e per coprire il disavanzo dell'anno. E continuare a giocare con l'economia italiana significa trasformare ogni asta per la collocazione dei titoli di stato in una roulette russa.

Ma i problemi non finiscono qua.

Share