Formula 1, in Messico vince Verstappen, ad Hamilton il titolo mondiale

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La partenza del GP messicano risulta decisiva ma senza che il corpo a corpo nelle prime curve arrivi a livelli esagerati con danni alle macchine.

Il campione del mondo è ancora lui: Lewis Hamilton. Tutte le volte che la Ferrari non riusciva a capitalizzare il suo potenziale di vettura più veloce Lewis era sempre lì pronto ad approfittarne, correndo anche da ragioniere senza rischiare contatti o bagarre inutili, avendo l'imperativo di portare a casa più punti possibili. Per questo il terzo gradino del podio è un posto più che meritato. Gli è bastato un quarto posto in Messico, dove ha vinto Verstappen al termine di una gara che si è accesa nella seconda parte. Un po' per non fare polemica, un po' per placare gli animi, la Mercedes ha deciso di non fare modifiche rispetto ad Austin anche a Città del Messico.

Nessun errore, nessun vantaggio tecnico, possono cancellare il talento e la bravura di questo trentatreenne che parla, oltre che in pista, coi numeri: 227 Gran Premi disputati, 71 vinti, 132 podi conquistati, 81 Pole Position, oltre a 5 titoli mondiali. In testa fin dal via, dopo aver bruciato il compagno poleman Ricciardo, poi ancora una volta fermo a pochi giri dalla fine, Verstappen ha gestito da campione consumato la gara, involandosi la davanti in solitario, concedendosi anche un simpatico ritorno al baby terribile verso il fine gara, quando preoccupato per lo stop della Red Bull del compagno, ha chiesto via radio al suo ingegnere di ridurgli per precauzione la potenza del motore, il tutto mentre stabiliva giri record in fila.

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Al progetto stanno lavorando tre ministri leghisti: Gian Marco Centinaio (Politiche agricole), Erika Stefani (Affari regionali) e Lorenzo Fontana (Famiglia).

A causa dei problemi di graining, i meccanici chiamano Lewis Hamilton e Valtteri Bottas ai box all'undicesimo giro, montando gomma supersoft. Davvero una stagione da dimenticare per l'australiano, nonostante le scintille di Monaco e Cina.

Sesta posizione per Hulkenberg, settimo Leclerc. La corsa per il titolo si è idealmente chiusa sul circuito brianzolo, la marcia trionfale di Hamilton è entrata nel vivo con "l'irriverente" parata dopo la bandiera a scacchi. La Renault dovrà darsi da fare per mettersi in grado di ottenere risultati all'altezza sia del nome, sia dell'arrivo di Ricciardo l'anno prossimo. A punti anche l'altra Sauber di Ericsson, chiude la top ten la Toro Rosso di Gasly. La bagarre causa anche un contatto tra i due. Le strategie creative e diversificate in tema di mescole non riescono invece a salvare le gare di Kevin Magnussen e di Romain Grosjean, con le Haas che in questo weekend non sono proprio riuscite a risolvere i problemi di sfruttamento ottimale delle gomme, finendo in coda, davanti solo ai quattro piloti doppiati.

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