F1: in Messico Hamilton soffre ma è campione del mondo

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Il successo è andato a Verstappen, il secondo quest'anno, davanti alle Ferrari di Vettel e Raikkonen. Dopo aver duellato nelle stagioni precedenti con il suo compagno di scuderia, Nico Rosberg, il 33enne di Stevenage nelle ultime due stagioni ha piegato la resistenza della Ferrari di Sebastian Vettel, che ha pagato a caro prezzo una seconda parte di stagione non all'altezza della prima. A 33 anni, Hamilton sta vivendo la piena maturità agonistica, e lo ha dimostrato sapendo leggere le situazioni meglio di chiunque altro, riconoscendo in principio quando era il momento di dare sfogo all'intrinseca velocità che madre natura gli ha messo a disposizione, e quando invece era il momento di riflettere, aspettare, correre sulla difensiva. All'Autodromo Hermanos Rodriguez cala il sipario, proprio come nel 2017, per la 'fiesta' messicana che consacra Hamilton cinque volte campione del mondo. Gara travagliata però per le frecce d'argento, che finiscono in quarta e quinta posizione ad un'eternità dai primi, con il rischio doppiaggio non così distante. A nove giri dalla fine, purtroppo, l'ennesima delusione con un fumo bianco fuoriuscito dagli scarichi della sua RB14 e gara finita per il pilota australiano.

Come lo scorso anno, il Messico regala il titolo mondiale a Lewis Hamilton.

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Uno stato d'animo, quello di Vettel, giustificabile anche dal fatto di veder gioire Hamilton nel giorno in cui la Mercedes ha disputato decisamente la peggior gara della stagione, mostrando dei grossi limiti nella gestione delle temperature delle gomme in gara. Lasciati sfogare gli avversari, aumenta il ritmo e supera Valtteri Bottas. E non ha fatto quasi caso che con altri due giri da percorrere Verstappen lo avrebbe doppiato. In una F1 che, come in Messico, vede ben 11 vetture staccate di almeno due giri dal vincitore chiedere di più risulta difficile per pilota di media classifica. Ancora una prova "d'autore" per il neo ferrarista Charles Leclerc, stupendo sesto con la Sauber-Alfa Romeo, il team svizzero ormai "fidelizzato" Ferrari, va ancora a punti con entrambe le monoposto, piazzando Marcus Ericsson. Al pilota Mercedes è bastato il quarto posto per confermarsi il migliore.

La zona punti è stata completata dall'arcigno Pierre Gasly con la Toro Rosso capace di tenersi dietro un fin troppo aggressivo Esteban Ocon, costretto già al primo giro a una sosta ai box per aver danneggiato l'ala anteriore in un contatto. Queste le dichiarazioni di Kimi Raikkonen al termine del Gran Premio del Messico, diciannovesima tappa del Mondiale 2018 di Formula 1.

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