Tap, Bonafede: penali per 20 miliardi non si può tornare indietro

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Domenica mattina, intanto, i No Tap si incontreranno sul lungomare di San Foca, proprio davanti alla Torre che è il simbolo delle battaglie del Movimento ed è vicina al punto di approdo dell'infrastruttura, per indire una "mobilitazione generale contro il governo Conte". E va all'attacco di chi, nel Movimento 5 Stelle, mette in discussione la sua leadership e le sue decisioni in quanto vicepremier. Si indovina un malessere più profondo, che Di Maio contrasta parlando di guerra, assedio: un lessico fatto per zittire i critici. "Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente - ha affermato Di Maio - Le carte un ministro le legge solo quando diventa ministro - aggiunge - e a noi del M5s non hanno mai fatto leggere alcunché". "Non esistono penali perché non c'è un contratto con lo Stato". Il piano, secondo Di Maio, è quello di dipingere il Movimento come gente che non rispetta le promesse, "sminuendo, censurando o stravolgendo il senso di tutti i risultati raggiunti".

Sono pugliese e pur vivendo da oltre quaranta anni a Roma rimango legato alla mia terra e il mio affetto si trasforma in sofferenza, in tragica sofferenza, ogni volta che qualcuno prende in giro i miei compaesani, ogni volta che assicurando l'attuazione di obiettivi impossibili ruba, sì ruba, la loro fiducia commettendo, nel caso delle elezioni politiche, un vero reato.

"Abbiamo fatto un'istruttoria per due mesi e verificato tutti gli aspetti di quell'opera e ci sono fino a venti miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme". Il vice premier punta il dito contro "media, partiti, tecnocrati" che stanno attaccando i 5 Stelle.

Campagna No Tap, dimissioni eletti M5s - Ultima Ora
Il premier lo ha comunicato ai sindaci pugliesi, anche alla luce del dossier presentato dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa .

A mio avviso questi ripensamenti, questa aperta denuncia della superficialità e della scorrettezza degli impegni assunti in campagna elettorale costituisce l'inizio di un processo irreversibile di crisi del Movimento 5 Stelle e comincia, contestualmente, l'esame dei danni enormi arrecati alla crescita e allo sviluppo del Paese. Un'opera fortemente contestata dagli ambientalisti e dallo stesso Di Maio prima della marcia indietro del vicepremier giustificata da lui stesso con la scoperta di pesanti penali che l'Italia dovrebbe pagare se si sfilasse dall'opera. In quel caso se ne assumerà le responsabilità. Ma tre parlamentari pentastellati - Ciampolillo, De Bonis e Cunial - si schierano contro il governo: "Conte sbaglia".

Si tratta di comportamenti "non da M5S e dunque non saranno assecondati". Questi cedimenti non ce li possiamo permettere. Visto che siamo in famiglia, è bene che ce lo diciamo: "questi cedimenti non possiamo permetterceli". "Dire la verità ai cittadini non significa aver cambiato idea rispetto alla campagna elettorale - ha aggiunto Di Maio - Significa arrivare ai ministeri, studiare le carte, studiare gli accordi e fare tutte le proiezioni di rischio per le casse dello Stato".

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