Appendino, da sempre contrari alla Tav

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Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro sulla TAV e in una dichiarazione ha confermato la sua posizione sulla questione dell'alta velocità.

Momenti di tensione si sono verificati anche sotto i portici del municipio di Torino, dove si sono fronteggiati il movimento No Tav e i manifestanti a favore dell'opera, sindacalisti delle sigle di categoria ed esponenti di Forza Italia. La spaccatura è tale che lo stesso Luigi Di Maio è costretto a tenere buona la base rilanciando la battaglia contro la Tav. "Vediamo che c'è qualche frizione all'interno degli alleati, frizioni legate alle grandi opere - ha sottolineato - Risolveranno al loro interno".

Nel documento, i Cinque Stelle invitano, poi, sindaca è giunta a valutare in alternativa alla Tav "la promozione dell'utilizzo dell'intesa linea esistente tra Torino e Modane", a "sospendere qualsiasi spesa prevista dalla delibera Cipe del 7 agosto 2017′ e a "destinare i fondi attualmente previsti dal governo per la Torino-Lione, sia per la parte internazionale, sia per quella italiana, per la mobilità collettiva e sostenibile nel territorio della Città metropolitana di Torino e della Regione Piemonte".

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Chiamparino. "Che la Città di Torino, uno dei due poli della connessione con Lione, dica no al collegamento con la Francia mi sembra una bestemmia".

Durante la discussione, sono stati espulsi dall'aula tutti i consiglieri di centrosinistra per le proteste. Il loro presidente, Dario Gallina, ha attaccato frontalmente Appendino: "Negare la Tav in modo ufficiale è gravissimo; significa che l'amministrazione sceglie consapevolmente di mortificare il futuro di Torino e dell'Italia che produce". "E' la prima volta - ha commentato - che vengo espulso, capita anche questo". Hanno partecipato Api, Unione Industriale, Amma, Ascom, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Ance, Aniem e Confapi che hanno promosso anche un presidio a sostegno della Torino-Lione.

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