No Tap a Melendugno: bruciate tessere elettorali e foto politici M5s

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"Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi".

Il premier Giuseppe Conte ha dato il via libera all'opera con l'avallo del vicepremier Luigi Di Maio, che parla di una penale da 20 miliardi di euro nel caso in cui non dovesse essere realizzata. "E quando quelli che sono andati a braccetto con le peggiori lobby di questo Paese parlavano di Tap, l'unica cosa che ci dicevano - aggiunge da Scordia, nel catanese - è che eravamo nemici del progresso".

Tap, Conte "Si farà o penali". E attacca anche l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto: "DiMaio prima di diventare ministro non ha mai letto né le carte Ilva né quelle Tap e allora mi chiedo: ma quando, da opposizione e in campagna elettorale, prometteva riconversioni e blocchi di cantieri in base a quali letture lo faceva? Non esiste una penale perché non c'è un contratto (fra lo Stato e l'azienda Tap ndr) ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni". Vi assicuro che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. "Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente", sostiene Di Maio.

Di Maio ha anche affermato di aver potuto leggere le carte solo ora da ministro, prima erano state negate agli esponenti dei Cinquestelle.

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Lo studio delle Scritture porta all'Islam rendendo ridondanti tutti gli altri testi. La cantante Sinead O' Connor è tornata a far parlare di sè.

E contro Di Maio si scaglia anche il suo predecessore al Mise, che lo accusa di fare una "sceneggiata" e di "tradire i suoi elettori": "Sapeva da sempre (non essendoci penali e carte segrete) e dunque vi ha preso in giro - ha scritto Calenda su Twitter rispondendo a dei follower - Quello che ha dichiarato ora per tirarsi fuori dall'ennesima figuraccia è una menzogna".

Come hanno spiegato Corriere della Sera, Repubblica e anche l'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, però, la dichiarazione di Di Maio non è corretta. Nel gennaio 2014 fu approvato il Trattato Italia-Albania-Grecia che dava il via libera all'opera (il M5S votò contro), nel settembre dello stesso anno il ministero dell'Ambiente autorizzò la costruzione con un decreto e nel 2015 ci fu l'autorizzazione finale del ministero dello Sviluppo economico.

Falso anche che ci sia stata una qualche secretazione degli atti, come dimostrato da un documento recuperato dal Corriere Salentino, che evidenzia come proprio una parlamentare del Movimento 5 Stelle, Daniela Donno, avesse fatto richiesta di accesso agli atti, ricevendo risposta positiva proprio dal ministero. "Avete tradito il contratto di governo sottoscritto con i vostri elettori - si legge sul manifesto - che prevede la partecipazione dei cittadini nelle decisioni che li riguardano e un'analisi costi/benefici sulle grandi opere".

NO TAP STRAPPANO SCHEDE ELETTORALI - Gli attivisti No Tap che fino a ieri avevano creduto alla promessa elettorale del M5S che il gasdotto sarebbe stato bloccato in due settimane, hanno cominciato a strappare le tessere elettorali.

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