Eni, l’utile vola a 3,13 miliardi in 9 mesi

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L'utile netto è stato di 1,53 miliardi di euro nel trimestre e di 3,73 miliardi di euro nei nove mesi. Tanto è vero che solo l'altro giorni, l'Aie (Agenzia internazionale dell'energia) ha stimato che la produzione globale ha raggiunto un nuovo picco record.

Numeri in crescita per Eni che moltiplica l'utile sia nei tre mesi che nei nove. Lo sottolinea l'Eni in un comunicato spiegando che la "crescita e' stata frenata dai minori volumi di gas prodotti rispetto alle attese a causa di eventi esogeni in alcuni paesi".

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Da qui la decisione di chiedere alla centrale il ricovero presso il nosocomio più vicino che però si trova in terra straniera. I fatti sono stati riportati dalle edizioni locali del Resto del Carlino , citando un medico del 118 , Michele Nardella .

Eni ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto adjusted di 3,13 miliardi, più che raddoppiato (+118%) rispetto ai primi nove mesi 2017. Nel solo terzo trimestre 2018 il dato ammonta a 1,39 miliardi (0,23 mld nel terzo trimestre 2017). In forte crescita anche il risultato operativo adjusted che è balzato a 3,3 miliardi, "trainato dalla solida performance della E&P che ha conseguito circa 2 miliardi di incremento (quasi il triplo) per effetto del rafforzamento dello scenario petrolifero (+45% l'incremento del riferimento Brent in dollari) e del maggiore contributo di produzioni a più elevato profit per boe". La generazione di cassa operativa è stata infatti di 4,1 miliardi nel terzo trimestre (+90% rispetto al terzo trimestre 2017) e 9,32 miliardi nei nove mesi (+37% rispetto ai nove mesi 2017). Così ha commentato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, i risultati dei 9 mesi precisando che "tutti i business hanno operato bene, con un upstream che mette in luce la sua piena capacità di monetizzare scenari favorevoli dei prezzi degli idrocarburi e soprattutto di incrementare il valore anche a scenari costanti". I business mid-downstream dimostrano di aver acquisito un livello di sostenibilità in uno scenario per loro complessivamente non favorevole. A fine settembre l'indebitamento netto si era ridotto a 9,01 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 9,9 miliardi di fine giugno e ai 10,91 miliardi di inizio anno. "Possiamo inoltre confermare per il 2018 una neutralità di cassa di gruppo, compresa la copertura dei dividendi, a 55 dollari/barile, oltre 20 dollari più bassa rispetto alle quotazioni Brent attuali, a testimonianza della disciplina finanziaria che siamo determinati a mantenere nel tempo", conclude Descalzi.

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