Salvini, "tregua" con Di Maio: "Vogliono un’Italia serva, ma dureremo 5 anni"

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D'altra parte nelle stesse ore in cui Salvini e Di Maio scorrazzavano impunemente sulla credibilità dei nostri conti pubblici, lo stesso Conte da Bruxelles trasmetteva alla stampa un messaggio di perentoria impotenza: "Il capo sono io", immediatamente compreso da tutti come "Io non conto assolutamente niente, ma abbiate la pietà di non prendervela con me".

Comincia il leader del Carroccio: "Se c'era qualcosa che non andava bene non c'era bisogno di questo can can: si alzava il telefono, Conte o Di Maio, e si cambiava tutto".

"A ulteriore precisazione si chiarisce che la cosiddetta dichiarazione integrativa (condono: art.9) è stata oggetto di una discussione politica che si è protratta a lungo sino all'inizio dei lavori del Consiglio dei Ministri - precisa la nota di palazzo Chigi - su di essa si è formato un accordo politico e sulla base di esso, riassunto dal Presidente Conte a beneficio dei presenti, si è entrati in consiglio dei ministri". Intanto lo scontro sul condono all'interno della maggioranza allunga i tempi di trasmissione al Parlamento anche della legge di bilancio, che doveva approdare alle Camere entro domani 20 ottobre. Di Maio lo incalza dall'ufficio di Palazzo Chigi: "Dice di non esserci affezionato, e questa è una buona notizia perché allora lo togliamo subito di mezzo" e sopratutto se Salvini dice "che non vuole passare per fesso, io non posso passare per bugiardo. Ma la verità storica è agli atti: quelle 4 paginette ci sono a P.Chigi, con le annotazioni del premier verbalizzate da Di Maio".

Stretta sulle nomine Rai, Lega tenta l'affondo sul Tg1
Nomine Rai al rush finale. " Va cambiato e rinfrescato - dice Salvini - il racconto del Paese, senza strappi, senza faziosità ". E non è giusto nel caso della televisione pubblica, per chi paga il canone e che vorrebbe magari un racconto più completo".

"Oggi c'è un consiglio dei ministri chiariremo la questione del condono e della pace fiscale: daremo due copie a Salvini così questa volta non si sbaglia. Negli scambi telefonici ha espresso in maniera risoluta la necessità di trovare una soluzione politica ai problemi emersi con il dl fiscale, spiegando ai suoi interlocutori che non c'erano alternative rispetto alla necessità di convocare un nuovo cdm per giungere ad una soluzione". La risposta è no. Quando si dice che Conte leggeva e Di Maio scriveva si dice una cosa non vera perchè nel Cdm non si legge norma per norma un decreto o una legge, si enunciano i principi generali.

Salvini ha poi nuovamente ricostruito come sono andate le cose nel Consiglio dei ministri che il 15 ottobre aveva definito il decreto fiscale. "Diciamoci anche un'altra cosa". Com'è possibile che il testo di un importante decreto approvato dal Consiglio dei ministri, pare senza alcuna riserva da parte dei ministri competenti, dunque senza alcuna possibilità di essere modificato dopo il via libera, sia stato modificato? "Non è colpa mia se io e Salvini non ci siamo ancora potuti confrontare sui nodi da sciogliere è legittimo stare in campagna elettorale in Trentino ma poi non ci si può lamentare". "Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo", ha ribadito il vice premier. Al momento non si prevede un incontro con Jean-Claude Juncker viste anche le agende, piuttosto fitte, sia del presidente della commissione sia di Conte. "Domani ci vediamo in consiglio dei ministri sistemiamo questa norma".

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