Moody’s taglia il rating dell’Italia: manca agenda di riforme per la crescita

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L'outlook, però, rimane stabile. "L'Italia è un Paese solido", ha commentato il vicepremier Matteo Salvini durante il suo intervento al Forum di Coldiretti a Cernobbio. È un ottimo avvicinamento al derby. La decisione di Moody's di tagliare il rating dell'Italia - si legge in una nota dell'agenzia - è legata a un "cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato rispetto alle attese".

"Il governo andrà avanti nonostante le agenzie di rating, i commissari europei e qualche incomprensione interna".

L'Italia passa quindi da Baa2 a Baa3, ovvero l'ultimo "step" prima di un giudizio di "non investment grade". Fonti di Palazzo Chigi: "Tutto come previsto".

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Kiernan ha gareggiato per l'Australia nelle competizioni di Admiral, Southern Cross, Clipper, Kenwood e Trans Pacific Cup. Durante una navigazione in solitaria, nel 1986-87 rimase impressionato dalla quantità di inquinamento negli oceani .

Non solo: alla base della decisione di Moody's di tagliare il rating dell'Italia c'è anche la "mancanza di una coerente agenda di riforme per la crescita", e questo "implica" il prosieguo di una "crescita debole nel medio termine"; secondo l'agenzia di rating, inoltre, i piani del governo non rappresentano un "coerente programma di riforme" che può spingere "la mediocre performance della crescita su base sostenuta". Il debito pubblico, che dovrebbe stabilizzarsi sul 130% del PIL, mentre nelle attese dell'agenzia di rating avrebbe dovuto iniziare la sua parabola di contrazione.

LEGGI ANCHE Lo spread tocca i 340 punti, poi chiude a 301. Nella sua valutazione, Moody's parla della manovra finanziaria del governo sostenendo che le previsioni sulla crescita siano troppo ottimiste, e che l'innalzamento dei tassi di interesse "smorzerà probabilmente gli effetti positivi dell'ammorbidimento fiscale". Al momento le possibilità di un'uscita dall'Italia dall'euro sono molto basse ma non si esclude che questa evenienza possa verificarsi nel caso in cui il governo italiano non riesca a trovare con l'Unione europea una via del dialogo e della collaborazione.

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