Vitalizi: il Senato approva la delibera sui tagli, esulta il M5S

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Una scelta in controtendenza rispetto a quanto fatto invece alla Camera dove a luglio decisero di votare a favore. "Sui vitalizi noi siamo favorevoli, come abbiamo sempre detto - ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina -. Siamo usciti dall'aula per evitare ricorsi, che saranno tantissimi". Gli ex deputati contestano la violazione del principio del pro-rata che non consente di ricalcolare in modo retroattivo l'importo del trattamento pensionistico ancorchè esso sia a carico delle Assemblee legislative. "E' giusto farlo ma bisogna farlo bene", ha aggiunto.

Montecitorio attualmente eroga 1.405 vitalizi ma gli ex deputati interessati dal taglio sono 1.338.

Tre mesi dopo l'ok alla Camera, è stata approvata anche al Senato la delibera che introduce il ricalcolo degli assegni degli ex senatori con il metodo contributivo. Sommando la cifra dela Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all'anno, e cioè circa 280 milioni a legislatura. "Promessa mantenuta" - rilanciando lo slogan "bye bye vitalizi". Si tratta, comunque, di una platea di ex parlamentari che hanno un'età avanzata (sarebbero oltre 140 gli ultra ottantenni). Questo privilegio non esistera' piu' per nessuno. "Evviva!", ha commentato su Instagram il vicepremier Luigi Di Maio.

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Approvato il taglio dei vitalizi anche al Senato.

Esultano anche i senatori leghisti: "Abbiamo agito in tempi rapidissimi, per portare avanti una battaglia della Lega e per mantenere una promessa che le forze del Governo del Cambiamento hanno fatto ai cittadini".

Il Consiglio di presidenza del Senato ha approvato la delibera che taglia i vitalizi per gli ex parlamentari, ricalcolando l'assegno secondo il sistema contributivo. Sul piano normativo, mentre l'ufficio di presidenza della Camera ha potuto deliberare autonomamente i taglio (ora oggetti di centinaia e centinaia di ricorsi), nella Regione l'ipotesi al vaglio passerebbe da una legge regionale che avrebbe il compito di rimodulare "retroattivamente" diritti considerati già acquisiti, con conseguente rischio di nuovi contenziosi in tribunale.

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