Stretta sulle nomine Rai, Lega tenta l'affondo sul Tg1

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L'obiettivo sarebbe quello di "valorizzare le risorse interne e non di lottizzare".

LEGGI ANCHE Lega chiede le dimissioni di Cristina Parodi dalla Rai. "Anzi, per me in Rai qualcuno di quelli nominati da Renzi dovrà restare".

Nomine Rai al rush finale. "Va cambiato e rinfrescato - dice Salvini - il racconto del Paese, senza strappi, senza faziosità".

Mamma Rai, matrona romanesca, è lontanissima da qui, ma da quassù qualche elemento per capire che cosa abbia in mente Salvini si può avere. "Occorre valorizzare non sempre gli stessi - ha sottolineato - ma anche altri e valorizzare non significa chiedere obbedienza politica ma augurarsi un po' più di equilibrio dal servizio pubblico". E mentre Salvini parla da padrone della Rai e indica la strategia delle nomine (lui che è il ministro dell'Interno e non un membro del cda) è spuntata l'indiscrezione che il diffusore delle fake news di Casapound e per questo nominato presidente della Rai, ossia Marcello Foa e l'ad Fabrizio Salini hanno dato una serie di nomi di papabili ai due vicepremier, loro - stando alle indiscerzioni del Messaggero - ci stanno "serenamente" ragionando e il via libera sta per arrivare.

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Fonti del Cremlino fanno sapere, tramite il portavoce Dmitry Peskov, che non è da scartare l'ipotesi di un attacco terroristico . Il numero di vittime stando ad alcuni organi di informazione internazionali sarebbe salito a 13.

Certo, diventare direttore del tg 1 o in alternativa, secondo AdnKronos di Rai3, sarebbe uno scatto di qualità notevole per la giornalista che potrebbe anche sentire il desiderio di lasciare gli adorati fan - i chilhavisters - per affrontare una sfida del tutto nuova e estremamente diversa rispetto a ciò che fa ora.

"Tutti i tiggi anche quelli Mediaset non fanno che attaccarci. E non è giusto nel caso della televisione pubblica, per chi paga il canone e che vorrebbe magari un racconto più completo".

Sono oramai 14 anni che conduce il programma di cronaca nera e in tutto questo tempo ha saputo trovare la chiave per entrare nel cuore degli spettatori e far registrare ascolti incredibili. Non è possibile appaltare una parte rilevante del palinsesto della televisione pubblica a società private, per programmi che potrebbero farsi in casa, grazie ai 13.000 dipendenti professionisti che ha la Rai e che spesso sono molto qualificati.

Dunque, la linea di Salvini sulla Rai non è quella del non faremo prigionieri. Mentre cresce sempre di più la tensione tra M5S-Lega (c'è chi, addirittura, vede a rischio l'accordo raggiunto nelle ultime ore sui futuri assetti di viale Mazzini), continua a impazzare il totonomine per i posti clou: per il Tg1, raccontano fonti parlamentari, si riproporrebbe un testa a testa tra Gennaro Sangiuliano e Franco Di Mare.

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