Medicina, caos sul numero chiuso

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I ministri Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca) e Grillo (Salute) in una nota chiariscono di aver chiesto, in sede di Consiglio dei ministri, di "aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina".

"E' un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il governo intende onorare".

"Si abolisce il numero chiuso nelle facoltà di Medicina permettendo così a tutti di accedere agli studi". "Non mi risulta". Così il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti aveva risposto poco dopo a Venezia ai giornalisti che gli chiedevano dell'abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina.

L'effetto di una cosa del genere sull'organizzazione delle Università sarebbe dirompente, basti pensare che attualmente entrano 10mila giovani su 67mila candidati.

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Alle 12,30 finalmente parla Palazzo Chigi: "In merito al superamento del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina, la Presidenza del Consiglio precisa che si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i Ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane (CRUI), che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso". Per l'Unione degli universitari (Udu) "Il governo continua a parlare per slogan e a fare una continua campagna elettorale anche sulle manovre della legge di bilancio". Nel comunicato del Governo sul DEF, infatti, era chiaramente detto che sarà abolito. "Se non si aumentano le borse di specializzazione assisteremo a una nuova fuga di cervelli all'estero". Ancora di più se verrà estesa a tutti i corsi sanitari copresi nella Facoltà di Medicina. Secondo il rettore, tale decisione porterebbe a "un arretramento gravissimo e un passo indietro di 30 anni con il rischio di perdere il valore europeo della laurea in Medicina perché sarà impossibile certificare la frequenza con un numero di iscritti 5 volte superiore a quello che le università possono formare bene".

Oltre a questa novità importante, sono anche altre le misure varate ieri sera dal Governo in materia sanitaria. Ovvero, stop ai governatori commissari. Inoltre, con l'istituzione del Centro unico di prenotazione (Cup) digitale nazionale, "si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare - sottolinea il comunicato - possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d'attesa".

In base alla ricostruzione che ne può derivare, l'esecutivo sì punterebbe a un incremento del numero di posti disponibili ma allo stesso, si richiedono più borse per le specializzazioni. Infine nel testo, come già stabilito dal decreto legge sulla legge di bilancio, per il commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario viene prevista "l'incompatibilità della figura del commissario con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione".

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